Torino Strategica: un pensiero per la Torino del Futuro

Questa settimana abbiamo incontrato Valentino Castellani e Anna Pratt, incaricati dal sindaco per redigere un nuovo piano strategico per Torino. La scelta è stata quella di orientare, dopo i due piani strategici precedenti, il pensiero di Torino per trasformarla in città delle opportunità. Un obiettivo ambizioso, ma ogni piano strategico deve esserlo. La prima fase di ascolto della città è stata completata attraverso due azioni principali: ascolto di una task force e ascolto degli attori locali.
Nella commissione che si è svolta abbiamo ascoltato i membri della task force: giovani scelti attraverso un bando, che hanno svolto un lavoro di approfondimento senza ricevere alcun compenso.
Ho avuto modo di dire al presidente di Torino strategica (V.Castellani) che temevo che l’avvio di un nuovo piano di Torino Internazionale rischiava di essere uno strumento vecchio per risolvere problemi nuovi, in questa prima fase ho dovuto ricredermi (e lo anche esplicitato a Castellani…mica si può sempre dire che si ha ragione…) perchè il lavoro fatto è un nuovo strumento che ha dato importanti risultati.

Il lavoro è significativo e ve ne consiglio la lettura, ma vi riporto le indicazioni emerse dal gruppo per trasformare Torino in città delle opportunità, 8 semplici punti che contribuirebbero a sbloccare il nostro territorio, 8 semplici punti sui quali mi ritrovo completamente d’accordo…
1.CONSIDERARSI METROPOLITANI: Per avere una città più grande, più efficiente e competitiva, è sufficiente prendere atto che lo è già. Torino è già una realtà metropolitana, nella sua identità, nel suo continuum urbano e nelle sue relazioni funzionali. Sono le politiche e le strutture di policy (e forse di governo) che si devono adeguare.
2.FAVORIRE LE IMPRESE: L’economia locale è fondata principalmente sull’impresa privata, in tutte le sue forme. L’impresa va considerata come intrapresa di soggetti che rischiano in proprio, mettono in gioco le loro capacità, ma devono essere aiutati e sostenuti da una visione di
sviluppo sociale e economico complessiva di cui tutti si fanno portatori: il sistema della formazione a tutti i livelli, le istituzioni pubbliche e il sistema finanziario.
3.AGGIORNARE IL MERCATO DEL LAVORO: Il lavoro non è solo il posto fisso. È la certezza di lavorare, retribuiti il giusto per quel che si fa e in base alle proprie competenze. È poi anche la giusta richiesta di realizzazione personale.
4.RIPENSARE IL WEL FARE: Il sistema del welfare è importante, complesso. È in crisi ma rimane un valore forte, un investimento sociale collettivo. Il ruolo predominante del pubblico non va però dato per scontato: si può e si deve parlarne, per innovare. Fra gli spunti della Task Force emergono: “Il welfare va capovolto”, “Il welfare deve essere destatalizzato”.
5.USARE LA TECNOLOGIA A FAVORE DEI CITTADINI: La smart city è una trasformazione acquisita: l’uso della tecnologia nelle città e nelle nostre vite è un fatto inevitabile. La città intelligente va finalizzata a migliorare la qualità della vita e le potenzialità economiche delle imprese. Non essendo puramente un processo top-down, la smart city richiede — e favorisce la formazione di — cittadini più informati, abili e responsabili.
6.METTERE LA PA AL SERVIZIO DEL TERRITORIO: L’efficienza dell’amministrazione pubblica è probabilmente il problema principale per il riavvio di un processo di crescita in Italia. Non si può più ignorarlo. Bisogna avere il coraggio di trasformare profondamente il settore pubblico, in un’ottica di servizio ai bisogni reali e mutevoli dei cittadini e delle imprese.
7.VALORIZZARE CIÒ CHE È COSTRUITO: È necessario ridurre il consumo di suolo, perché il suolo è una risorsa scarsa e preziosa. Abbiamo bisogno di nuovi modelli edilizi e urbani per abitare e vivere, che riqualifichino le parti di città già esistenti.
8.DA RE MATURITÀ AL SISTEMA CULTURALE:  La cultura e gli eventi hanno dato un grande contributo alla trasformazione di Torino, fondamentale anche per lo sviluppo sociale e economico. Ora bisogna accettare la sfida dei tagli e della selettività dell’investimento pubblico, e quindi la valutazione del contributo reale di ogni attività culturale cofinanziata dal pubblico, in un’ottica comparativa.

Volete un po’ di materiali? Ecco a voi:

Il gruppo della Task Force il cui lavoro ha prodotto il volume Torino. La Città delle Opportunità ed un video
L’ascolto dei soci e degli stakeholder il cui risultato è sintetizzato nel volume Torino. Fare sistema per superare la crisi.
L’Assemblea ha inoltre approvato il programma di lavoro per il 2013, che riporta nel dettaglio attività, budget e moduli progettuali (Piano Attività 2013). Ad esso è connesso il documento di background, che riporta le principali riflessioni e studi svolti in preparazione delle attività previste per il 2013.

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