I lavori della commissione di indagine CSEA: una tesi letta da chi non l’ha scritta…

Dopo 6 mesi di lavori che hanno comportato 49 sedute di Commissione per un totale di oltre 150 ore, di cui oltre 100 ore dedicate all’audizione di n. 61 persone, siamo giunti alla stesura di una relazione di oltre 170 pagine che prova a far luce su quanto avvenuto in CSEA a partire dal 1997 (anno di cessione dei centri di formazione comunali) fino ai giorni del fallimento (2012).
Io ho partecipato ai lavori della commissione di indagine insieme ad altre 6 persone (questi i consiglieri coinvolti: Enzo LIARDO – Michele CURTO  –  Vittorio BERTOLA – Roberto CARBONERO – Marco MUZZARELLI – Laura ONOFRI – Michele PAOLINO) i lavori della commissione sono “secretati” fino a quando non verrà reso pubblico il verbale del Consiglio Comunale in cui si è discussa la relazione, ma a quanto sembra qualcuno ha deciso di diffondere la relazione anche se non consentito… Quel che è avvenuto è che appena chiusa la commissione (Lun 16/9) il martedì stesso un giornalista della Stampa aveva in mano la relazione completata ed ha iniziato a pubblicarne dei pezzi sul giornale ed io come altri membri della commissione eravamo in una morsa: da una parte l’impossibilità di parlarne e dall’altra rendersi conto che venivano fatti dei copia incolla della nostra relazione senza poter approfondire e spiegare al meglio quanto contenuto ed il contesto.
A fronte di questa fuga di notizie, con La Stampa che da martedì scorso continua a pubblicare notizie sul consorzio CSEA, si è deciso di anticipare il Consiglio Comunale in cui si doveva discutere dei risultati (dal 2 ottobre al 24 settembre) e questo cosa comporta? si alza la tensione, si continua a parlarne, si crea una situazione in cui chi è più scaltro continua a parlare e chi è tenuto a rispettare il segreto (e a rispettare le persone coinvolte dalla relazione…) non può parlare. Arriva il giorno della discussione (Martedì mattina) con la Sala Rossa piena di giornalisti, con gli ex lavoratori CSEA in attesa, ma…il Presidente del Consiglio Comunale decide di secretare la seduta (la decisione spetta a lui) per darci la possibilità di parlare liberamente dei nomi coinvolti dalla relazione. Cala la delusione, ma non tanto per l’impossibilità di parlare ai giornalisti, quanto piuttosto per l’impossibilità di spiegare in modo approfondito e senza poter nuovamente creare e spiegare il contesto di quanto avvenuto.
Ho chiesto al Presidente del Consiglio di lavorare affinchè i muri del Palazzo Civico siano dei vetri e non degli spazi “secretati” dove far parlare solo la politica! La porta della Sala Rossa deve essere aperta lasciando che sia la città a giudicare gli eventi della gestione.

Il Consiglio Comunale si è svolto in modo surreale, con l’opposizione che uscita dall’aula fa una conferenza stampa e con la maggioranza che parla tra sè e sè…e cosa ne viene fuori da tutto questo? Una discussione che presto sarà disponibile nei suoi verbali e di cui potrò parlare anch’io liberamente riportando il mio intervento, ma intanto? i giornali continuano a parlarne riportando liberamente e a tratti i risultati della commissione, alcuni consiglieri senza rispettare il segreto d’ufficio rilasciano interviste e le persone corrette…se ne stanno zitte in attesa che venga tolto il segreto d’ufficio quando probabilmente l’interesse attorno al tema sarà ormai spento…vabbè, non appena ne avrò la possibilità pubblicherò la relazione, e proverò a darvi alcune chiavi di lettura, per intanto lasciamo che i giornali approfondiscano le parti che loro ritengono più “interessanti”, vi è mai capitato di lavorare in modo attento e puntuale per mesi per scrivere una tesi e farla leggere ad altri accettando che siano i lettori a scrivere le conclusioni di un lavoro che non hanno vissuto? A me non resta che essere orgoglioso di aver fatto un attento lavoro di fotografia dei fatti per dare un ulteriore servizio alla verità, insieme alla soddisfazione di aver lavorato all’interno della commissione insieme a persone di maggioranza ed opposizione che hanno condiviso insieme la volontà di cercare un bene comune che andava oltre alle rivalità partitiche. Ci siamo incontrati e abbiamo lavorato come persone senza la maglia della propria squadra, perchè in gioco non c’era la vittoria sull’altro, ma la realizzazione di un bene più importante: la nostra Città.

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