Riflessioni attorno ai temi del Lavoro e Formazione

In questo periodo sto aiutando Davide Gariglio nella definizione di alcuni punti del programma per le primarie PD per il segretario regionale del 16 febbraio vi riporto qui sotto alcune considerazioni e riflessioni che ho proposto attorno ai temi del lavoro e della formazione utilizzando anche qualche elemento del Jobs Act proposto negli scorsi giorni. Riporto qui sotto le considerazioni ed alcune proposte:

Una considerazione di partenza:
Primo Levi diceva: “Se si escludono pochi istanti prodigiosi e singoli che il destino ci può donare, amare il proprio lavoro costituisce la migliore approssimazione concreta alla felicità sulla terra”
E’ questo il motivo per cui la costituzione italiana non parla esclusivamente di un dovere di lavorare, ma di un diritto perchè il lavoro è la possibilità di realizzare compiutamente la propria personalità. Se il lavoro fosse una mera fonte di reddito, la Costituzione avrebbe menzionato soltanto il diritto ad un reddito sufficiente per il proprio mantenimento.
Il primo articolo della nostra Costituzione,insieme al quarto, identificano il lavoro come una delle grandi opportunità con la quale ogni cittadino può porsi al servizio del proprio del prossimo e del proprio Paese. Questo è il motivo per cui è importante leggere nell’ottica di servizio sia il lavoro dipendente che quello imprenditoriale purchè concorra in qualche modo al progresso materiale e spirituale della società.

Un’altra considerazione:
Aiutiamo le imprese a mettere al centro della loro attenzione due elementi fondamentali:
– Valori: è necessaria una rinascita del senso etico nel mondo delle imprese. Non sempre gli interessi degli imprenditori sono allineati, ma sempre di più diventa fondamentale concordare su un punto: i valori delle imprese hanno più importanza di quanta ne abbiano mai avuta in precedenza
– Innovazione: in una economia globale ed interconnessa in modo capillare, strategie e prodotti di successo vengono rapidamente copiati e per questo è necessario che l’innovazione delle imprese piemontesi sia sollecitata e supportata per processi di innovazione continua. Utilizziamo i riferimenti di innovazione del nostro territorio per creare contatti e collegamenti affinchè l’innovazione diventi la caratteristica portante delle nostre imprese.

Alcune azioni concrete di competenza regionale:
– Un Assegno per chi perde il posto di lavoro, che sia associato all’obbligo di seguire un corso di formazione professionale che sia attento ai fabbisogni del territorio e che risponda alle competenze e vocazioni della persona.
– Non difendiamo più i posti di lavoro, ma i lavoratori. La cassa integrazione sta diventando uno strumento di difesa del posto di lavoro, ma è sempre meno attenta alla vocazione delle persone di prestare un servizio per il proprio Paese. Se il lavoro è opportunità di realizzare se stessi utilizziamo i sussidi temporanei a  patto che si seguano percorsi di formazione associati a processi di reinserimento.
Ripensiamo il sistema della formazione professionale per adattarla alle mutate necessità della manifattura, aiutandola ad assumersi il rischio che se la formazione non si finalizza con l’inserimento lavorativo è necessario riadattare i percorsi di formazione alle esigenze del territorio.

Un commento

  • attilio

    pur non essendo un grande estimatore della formazione duale tipica dei paesi del nord europa, penso che la formazione professionale debba fare un atto di coraggio… lasciare per un attimo il pensiero che possa autoriformarsi e passare il boccino all’industria e all’artigianato, chiedendo di immaginare un percorso che riesca a soddisfare tutti i soggetti in gioco. E’ ora che le scuole e le aziende lavorino insieme.

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