Alcune riflessioni sul piano industriale FIAT / FCA

Proseguono i lavori della commissione Automotive che presiedo, ed iniziano gli approfondimenti sul piano industriale FCA dal quale inizieranno entro breve le ricadute anche sul nostro territorio. Non è facile riuscire a capirle ed interpretarle, ma penso che l’intervento di Claudio Chiarle (FIM-CISL) sia il più oggettivo e chiaro. Ne riporto una parte perchè può essere utile a tutti per l’interpretazione.
La strategia Fiat si è definitivamente concretizzata a ottobre 2012, nell’incontro delle OOSS con l’AD dell’allora FIAT. Maserati a Grugliasco, un SUV Maserati e un SUV Alfa a Mirafiori oltre a uno, ora, due modelli Alfa sempre a Mirafiori. La strategia condivisa è riassumibile nel concetto di produrre in Italia, prodotti di elevata qualità, per venderli in tutto il mondo. Tutto ciò è confermato nel nuovo Piano FCA.

Questo Piano consente di dire che con 100mila vetture prodotte tra Mirafiori e Grugliasco si saturerà l’attuale occupazione dei lavoratori Fiat torinesi. Vediamo come.
Nel 2014 vi è un portafoglio ordini, ad oggi, di 34mila vetture da produrre a Grugliasco di cui 2/3 Ghibli e 1/3 Quattroporte con prospettiva di arrivare a 40mila entro fine anno.

Vi “annoierò” con alcuni dati: Ogni turno produce a regime 75 vetture con 900 operai per turno= 150 vetture giorno. Ad oggi vi sono due turni con 900 + 900 + 300 tra operai e impiegati sul turno normale = 2100 lavoratori impiegati (gli ex Bertone erano 1100. Ad oggi vi sono 1000 operai di Mirafiori su Grugliasco)

Quindi dei 5445 di Mirafiori in cigs, oggi ve ne sono ancora 4445.

75 vetture massimo per turno significa: 420 minuti di effettivo lavoro (480 -30 minuti di mensa e -30 minuti di pause=420 minuti), quindi viene prodotta una vettura ogni 5,6 minuti

Essendo i giorni lavorativi 220 in un anno, Grugliasco può produrre 33mila vetture in un anno con due turni. (150 vetture/giorno X 220 giorni)

Quindi se i volumi cresceranno ancora come è prevedibile sarà necessario arrivare al terzo turno o almeno passare ai 12 turni anziché 10 alla settimana. Nel primo caso, con il terzo turno, vorrebbe dire trasferire altri 900 lavoratori da Mirafiori passando dagli attuali 4445 a 3545.

Nel secondo caso, 12 turni, si tratterebbe di spostare circa la metà, ovvero 400 persone, passando da 4445 a 4000 circa di operai rimanenti a Mirafiori.

Cosa significa ciò? Che a Torino, tra Grugliasco e Mirafiori non serve produrre le “famose” 260mila vetture. Quei numeri sono riferiti al primo piano presentato da Fiat e significava produrre un auto al minuto. (420 auto per turno per 3 turni per 200 gg = 277mila vetture) Inoltre la strategia industriale di FCA di scegliere l’Italia e Torino in particolare, per produrre il lusso e l’alta gamma è data non solo dal fatto che in Italia esistevano già i fattori di eccellenza come Ferrari, Maserati e il brand da rilanciare come L’Alfa ma porterà anche indubbi benefici di redditività e margini di redistribuzione. Su una Maserati il margine è di 30mila euro, su una Panda di 500 €.

Oggi con una produzione di 33mila vetture certa (su due turni lavorativi) si occupano 2100 lavoratori. Anche nel caso non ci fossero altri spostamenti da Mirafiori a Grugliasco significa che per garantire la piena occupazione di tutti gli addetti, nel periodo 2014-2018 a Mirafiori occorre arrivare a produrre, a regime, circa 70mila vetture, con quattro modelli.

Ciò significa che con 100mila vetture tra Grugliasco e Mirafiori si sono saturati tutti gli attuali addetti.

E’ possibile fare ciò?Penso di sì con i modelli previsti a Mirafiori dove si produrrà a partire da fine 20014/inizio 2015 il SUV levante della Maserati e poi in successione un SUV Alfa Romeo e almeno un altro modello Alfa se non due nel periodo 2016-2108.

Non dimentichiamoci che poi è previsto un motore per Mirafiori. Le “Meccaniche” sono già sature e stanno producendo “cambi” e fare un cambio e ben diverso da produrre un motore. E’ prevedibile che questa produzione venga fatta ex novo, in quanto servono addetti, macchinari e officine ad hoc. E’ ipotizzabile che una parte degli addetti della Mirafiori Carrozzeria sia riqualificato su attività motoristica, molto più complessa e che necessiterà di formazione e riqualificazione.

Quale motore? Non è ancora dato sapere, l’azienda è molto abbottonata ma l’ipotesi più probabile è un motore Chrysler in quanto non si vuole aumentare, ulteriormente, i volumi della VM di Cento e si saturerà sia Termoli che Pratola Serra.

Ricordo che storicamente i motori Chrysler sono prodotti in Italia. La seconda ipotesi è un motore Alfa perché se si punta all’Alfa come brand a sè stante, scorporando il marchio in una nuova società, possiamo dire usando uno slogan che un Alfa senza un motore Alfa, non è un Alfa ma una Fiat “taroccata”.

Quali proposte per il nostro territorio e per il Comune di Torino?
– la prima è lo sviluppo e il rafforzamento dell’indotto automotive torinese che deve avere la capacità di cambiare prodotto e i volumi produttivi. Produrre per l’alta gamma e il lusso è diverso dal fare il fornitore dell’Idea o della Mito. Occorre innovare il prodotto, il processo, migliorare la qualità, standardizzare le attività. Occorre il supporto dell’Ente Locale, del Politecnico, del sistema formativo e scolastico. Occorre stringere il rapporto aziende automotive in genere e scuola attraverso l’apprendistato e il “gemellaggio” azienda-scuola. Per valorizzare il territorio, posto che FCA abbia intrapreso il suo percorso strategico-industriale occorre valorizzare ciò che abbiamo.
– la seconda è questa: il nostro territorio ha degli stabilimenti vuoti a disposizione di un secondo produttore di auto per quasi 100mila vetture/anno, propongo che si crei un “comitato” costituito dal miglior mondo sociale, imprenditoriale, politico, culturale di Torino per promuovere nel mondo presso i costruttori di auto l’insediamento di attività produttive in quei siti.

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