La buona scuola

Mi è stato chiesto di intervenire alla festa del PD sul tema della scuola e della formazione anche alla luce del recente documento “la buona scuola” che punta a dare nuove linee di indirizzo sulla scuola italiana. Ho provato a fare qualche elaborazione a partire dal documento, ma soprattutto vista la mia appartenenza al mondo della formazione professionale ho provato a rileggere il capitolo “Fondata sul Lavoro” che a mio parere è uno dei capitoli più interessanti oltre a creare un nuovo collegamento tra l’istruzione e la formazione professionale.

Riporto per punti i temi chiave trattati nel mio intervento:
– la formazione professionale piemontese è da considerarsi tra le eccellenze italiane di formazione professionale oltre ad essere una tra le migliori e più efficaci politiche attive del lavoro
– la formazione professionale, viste anche le percentuali elevate di giovani senza lavoro del nostro territorio, è sicuramente una delle migliori risposte alla dispersione scolastica oltre ad essere, come dice il documento del ministero dell’istruzione, la più efficace politica contro la disoccupazione. E’ per questo motivo che è sempre più necessario che la formazione professionale non sia esclusivamente uno strumento per aumentare l’occupabilità, ma è necessario sempre più interrogarsi sulle opportunità di aumentare l’occupazione
– il laboratorio viene rimesso al centro della riflessione sulla scuola, non tanto per avere più attrezzature che possono migliorare l’attenzione e la didattica, piuttosto per fare in modo di utilizzare il laboratorio come “palestra” del lavoro. Il laboratorio è il luogo dove si pensa, si sbaglia e si impara. Il laboratorio delle nostre scuole deve trasformarsi in “impresa didattica” capace di permettere l’apprendimento, ma anche di generare beni e servizi (proprio come riportato nel documento “La buona scuola”)
Alcune proposte che ho riportato all’assessore regionale all’istruzione e formazione:
– favorire spazi per incrementare l’innovazione e la creatività nelle “comunità” di formatori
– incentivare i laboratori di impresa didattica
– valorizzare l’apprendimento informale per facilitare il passaggio alla formazione lungo tutto l’arco della vita
– utilizzare le risorse di “Garanzia Giovani” per sperimentare anche azioni innovative e non solo per finanziare in modo differente le attività già presenti

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