Giovani e Lavoro

Ho la fortuna di lavorare costantemente a stretto contatto con i giovani della formazione professionale e nella scorsa settimana ho assistito ad un evento che mi ha fatto riflettere oltre che a stimolarmi su azioni e iniziative sul nostro territorio. I ragazzi di una classe del centro di formazione presso il quale lavoro hanno deciso di organizzarsi autonomamente per un aperitivo da offrire ai loro genitori. I ragazzi studiano nei nostri corsi da barista e quindi dovrebbero essere abbastanza preparati, ma se si pensa che hanno solamente 16/17anni si percepisce che loro appartengono proprio a quella categoria di giovani che nei luoghi comuni hanno pochissime capacità di autonomia… la decisione è presa, l’aperitivo si farà e iniziano gli inviti dei genitori, i prof supportano l’iniziativa e li aiutano ad organizzare l’evento cercando di massimizzare le responsabilità dei ragazzi, il giorno (Giovedì) si avvicina e il lunedì accade l’imprevisto: il formatore di bar che ha seguito la preparazione con i ragazzi si ammala, in modo molto forte, al punto di non permettergli di partecipare agli ultimi preparativi, ma neanche di riuscire a parlare al telefono a distanza. Sembra tutto perduto, ma i ragazzi decidono di proseguire nella loro idea: continuano i preparativi, mi chiedono se possono venire anche fuori dall’orario scolastico ad allestire e tutti i giorni fino alle 18.00 aprono il laboratorio in modo autonomo per allestire con degli addobbi natalizi. Cercano autonomamente l’aiuto di altri docenti che provano a dare un  supporto sebbene non sappiano quali fossero le idee iniziali, ma i ragazzi si sentono ormai i primi responsabili, hanno avuto fiducia e non possono fare brutta figura.
Arriva finalmente il giovedì, tutto è pronto, il laboratorio è allestito, i banchi per fare i cocktail sono pronti per le preparazioni, il buffet è sui tavoli, hanno anche trovato un mixer e delle casse per creare l’atmosfera musicale, hanno preparato ed etichettato delle bottiglie di liquore che hanno realizzato nei mesi scorsi e…i genitori sono fuori che aspettano. Entro nel laboratorio chiedendo ai docenti rimasti che hanno supportato l’iniziativa, se sanno come sarà organizzato l’evento e loro mi dicono che non ne sanno niente, bisogna chiedere a Riccardo ed Andrea che hanno tutto sotto controllo. Chiamo Riccardo ed Andrea che quasi non riescono a esprimersi dalla paura, sono in panico, vedono attorno tutto pronto, si rendono conto di aver preparato tutto loro ed ora è il momento di dare vita all’evento. Gli chiedo se vogliono che faccia qualche saluto iniziale di benvenuto e loro mi ringraziano, quasi come se gli facessi un favore a non farli parlare subito davanti ai loro genitori e parenti (una sessantina di persone). Il più è fatto consiglio i ragazzi di radunarsi di fronte al bancone bar per accogliere i genitori. Quel luogo gli da sicurezza, è il posto dove si esercitano tutti i giorni e lo conoscono bene…tutto è silenzio, i genitori sono fuori, dentro ci sono tutti i compagni di casse e pochi formatori ed allora Riccardo prende la parola e dice: “Ehi raga ce l’abbiamo fatta, tutto da soli, non ci posso credere!” Parte un applauso, da loro e solo per loro, liberante… che mi fa capire che in quel momento sono arrivati al fondo della loro scalata: dimostreranno ai loro genitori quanto valgono!

Non ho altre parole se non che quando noi adulti pensiamo che i giovani di oggi non hanno voglia di fare niente e di mettersi alla prova, forse il vero problema siamo noi adulti che non abbiamo abbastanza coraggio di dar loro la possibilità di esprimersi e di sbagliare. Forse perchè non ci rendiamo conto che lasciarli “senza rete” è il miglior modo per aiutarli a crescere e ad esprimersi…il resto lo fano i giovani…

Quanto accaduto mi fa pensare anche al mio impegno in Comune e penso che è proprio in virtù delle potenzialità dei nostri giovani che mi attiverò per avviare una seria riflessione su Giovani e Lavoro per provare a sperimentare nuove opportunità di azioni che vadano oltre agli schemi protetti e precostituiti che abbiamo sempre esplorato. I giovani hanno bisogno di avere responsabilità, perchè è attraverso quelle esperienze che affronteranno la vita in modo diverso e noi adulti non dobbiamo fare altro che creare l’ “ecosistema” affinchè le esperienze possano fiorire…

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