Il Coordinamento Comuni per la Pace a Torino

Le città devono trasformarsi in laboratori di pace, questa é la frase di Balducci con cui il coordinamento comuni per la pace si presenta ed é sulla base di questa affermazione che nel 1996 (un po’ di nostalgia pensando che in quello stesso anno durante il periodo del mio servizio civile stavo facendo nascere il tavolo di coordinamento degli obiettori di coscienza in collaborazione con il cocopa stesso…).
Da questa affermazione sono partiti alcuni Comuni della provincia di Torino per costituirsi in coordinamento, per creare maggiori canale di comunicazione, confronto e collaborazione; per moltiplicare l’impegno dei singoli attraverso un progetto comune.

L’obiettivo principale resta quello di partire dalla propria città, dal proprio paese per poi collegarsi alle altre realtà locali, per far crescere così, l’attenzione, la sensibilità per un impegno che coinvolga tutti i gruppi, le scuole, le associazioni, i cittadini di buona volontà, versa la costruzione comune di una stabile e concreta cultura di pace.

Marted’ 22/1 abbiamo incontrato i referenti del CoCoPa all’interno della V commissione. Il coordinamento comuni per la pace vede la presenza anche del Comune di Torino e le attività legate all’internazionale e alla Pace sono normalmente delegate alla conferenza dei capigruppo, le mie richieste in commissione sono state queste:

– Laboratorio di pace per me oggi significa costruire relazioni e reti locali, forse é tempo di pensare alla pace non solo come periodo in cui é assente la guerra, ma come substrato fondamentale su cui costruire la società del futuro.Quale può essere lo spazio di laboratorio?
– Non solo attenzione alla cooperazione internazionale, trasformare le città in laboratorio di pace vuole andare oltre. Ha senso dedicare uno spazio di riflessione dove gli elementi importanti hanno uno spazio anche nonostante le urgenze. QUesto spazio potrebbe essere la V commissione in modo da scaricare la conferenza dei capigruppo da questa delega. Abbiamo inoltrato una richiesta come quinta commissione alla conferenza dei capigruppo…restiamo in attesa della risposta.

2 commenti

  • Graziella Giudice

    Coinvolgere le scuole,i giovani con progetti concreti.Temo l’eccesso di teoria che spesso non lascia traccia,quando addirittura non è controproducente.

    • admin

      Ho chiesto esplicitamente di parlare di pace nelle scuole perchè mi sembra che la cultura della pace parta da lì. Il timore è che si parli di pace solo come se fosse un problema che riguarda gli stati in guerra e per questo molto lontano…la pace si costruisce qui ed ora.

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