Riflessioni sui Fondamenti (3): La Partecipzione

Una canzone di Gaber diceva:

La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche il volo di un moscone,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione.

Non si può essere e rimanere liberi senza partecipare nella elaborazione e nelle scelte che caratterizzano il proprio territorio ed il proprio “mondo”. Forse dietro al termine partecipazione ci stanno molte delle motivazioni del mio percorso che ha portato alla candidatura in Comune. La partecipazione, lo sporcarsi le mani, essere protagonista del tempo che scorre…La partecipazione porta però con sè alcune possibili derive perchè spesso si pensa che la partecipazione sia delega completa e in alcuni momenti le elezioni si trasformano in questo! Qaunte volte io per primo ho votato qualcuno dandogli la delega completa delle scelte sul mio territorio senza più interessarmi di quanto avveniva? Quante volte le persone elette, una volta ricevuta la delega, si sentono in grado di decidere senza aprire continuamente il confronto con coloro che lo rappresentano… Forse la politica deve ricominciare a riflettere sulla partecipazione perchè se da un lato i cittadini sono sempre meno coinvolti sul territorio e nell’associazionismo, dall’altro lato la politica che guarda solo agli individualismi ha buon gioco a non mettersi più in ascolto delle singole persone creando e trovando gli spazi in cui la partecipazione possa essere messa in atto.

La partecipazione alla vita comunitaria non è soltanto una delle maggiori aspirazioni del cittadino, chiamato ad esercitare liberamente e responsabilmente il proprio ruolo civico con e per gli altri, ma anche uno dei pilastri di tutti gli ordinamenti democratici, oltre che una delle maggiori garanzie di permanenza della democrazia. Il governo democratico, infatti, è definito a partire dall’attribuzione, da parte del popolo, di poteri e funzioni, che vengono esercitati a suo nome, per suo conto e a suo favore; è evidente, dunque, che ogni democrazia deve essere partecipativa. Ciò comporta che i vari soggetti della comunità civile, ad ogni suo livello, siano informati, ascoltati e coinvolti nell’esercizio delle funzioni che essa svolge.

Per tornare ai fondamenti già citati, la partecipazione è diretta conseguenza della sussidiarietà, che si esprime, essenzialmente, in una serie di attività mediante le quali il cittadino, come singolo o in associazione con altri, direttamente o a mezzo di propri rappresentanti, contribuisce alla vita culturale, economica, sociale e politica della comunità civile cui appartiene. La partecipazione è un dovere da esercitare consapevolmente da parte di tutti, in modo responsabile e in vista del bene comune.