26/6 Social Innovation a Torino

In più di un post sul mio blog ho provato a parlare di Social Innovation, identificando in questa iniziativa nata a livello EU una delle grandi opportunità per ripensare il welfare, l’innovazione, il lavoro. Il Comune di Torino da tempo ha fatto partire la sua iniziativa di Torino Social Innovation premiando ed avviando Startup in grado di rispondere ai bisogni del territorio. Anche in Europa il tema delle Startup e dell’innovazione sono la base sulla quale creare l’ecosistema del lavoro del futuro, come riportato in un articolo del corriere della sera. Il 26 giugno a Torino si svolgerà una giornata di confronto volta a ridefinire il significato, i concetti e le pratiche di innovazione sociale su scala internazionale, nazionale e regionale analizzando le best practices di tutto il mondo assieme alle pratiche di supporto, mentoring e accelerazione. I relatori provengono da tutto il mondo e sono di tutto rispetto, i posti sono limitati e se siete interessati iscrivetevi attraverso questo link: http://www.socialrenaissance.it

Il progressivo arretramento del welfare pubblico, i cambiamenti nella composizione sociale, i mutati stili di vita e l’impatto della diffusione della tecnologia digitale hanno determinato un crescente interesse verso i temi della Social Innovation, a livello nazionale e mondiale. La disuguaglianza crescente tra fasce diverse della società e nella distribuzione della ricchezza, il ritmo accelerato dell’urbanizzazione e la sovrappopolazione richiedono infatti una ridefinizione del concetto di sociale, che si allontani dalla tradizionale lettura e gestione delle emergenze e delle minoranze sociali.

Occorre riportare il focus sulle questioni fondamentali al fine di rendere possibile un’evoluzione equilibrata e sostenibile della società vista come sistema complesso. “Social Renaissance” definisce un processo volto a diffondere la consapevolezza e la generatività delle cosiddette “periferie sociali”, riportandole al centro delle decisioni politiche. Attraverso modelli imprenditoriali innovativi, che definiscano, producano e misurino l’impatto sul complesso sociale, armonizzando nuove tecnologie, arti liberali e passione civile. Si auspica che il risultato di tale processo siano nuovi modelli di welfare, derivati da misure oggettive di impatto, così come di forme creative di ingaggio tra decisori pubblici e soggetti privati nei campi della finanza, del terzo settore e della nuova imprenditorialità sociale.