Latte crudo: circa 500 litri al giorno

DSCN0417 Il latte crudo va alla grande…vengono distribuiti in media sui 500litri al giorno ed il produttore deve fare un rifornimento tutti i giorni verso le 12.00. Non ci posso credere, non pensavo che una così semplice iniziativa (anche se c’è voluto moltissimo a realizzarla) potesse raccogliere tutto questo interesse.

Interessante il numero di persone che si trovano attorno al distributore ogni giorno, spesso diventa anche punto aggregativo, stavo pensando di inserire una bacheca sulla macchina per inserire notizie a proposito del consumo critico, che ne pensate? Vi viene in mente qualche idea per sfruttare tutto questo interesse?

Ora però alcune informazioni pratiche per l’uso (ho ricevuto parecchie domande): bollire o non bollire? – come posso scremare? – come fare il formaggio fresco?

1. Non ci crederete, ma NON E’ NECESSARIO BOLLIRE IL LATTE PRIMA DI BERLO, non vi fidate? Io lo bevo direttamente dopo averlo preso dalla macchina, ma se non vi basta quello che faccio io provate a vedere questo video che mi ha consigliato Paola, spiega tutto bene e approfonditamente con una persona competente: Dott. Fausto Cavalli http://it.youtube.com/watch?v=kL7yFl5OkBs , agronomo e zootecnico, realizzato dal Meetup degli Amici di Beppe Grillo di Brescia.

2. Se devo bollire il latte, come e quando? Grazie ai consigli di Bruno…In realtà il latte va pastorizzato, per cui è sufficiente portarlo a 72°C per 15 secondi. Quindi il latte non va bollito a lungo, ma è sufficiente fermarlo ad inizio bollitura, quando cominciano a “friggere” i bordi. Potete bollirlo tutto subito o volta per volta, in ogni caso non si conserva più di tre giorni. Se non siete sicuri di consumarlo tutto, bollite solo quello che consumate: col resto si può fare in casa un po’ di formaggio fresco.

3. Si può scremare e fare la panna. Finito di bollire, se lo lasciate riposare alcuni minuti, affiora in superficie una pellicola che diventa sempre più spessa: è la panna. Se volete il latte scremato, potete toglierla. Ne escono tre o quattro tazzine per litro: invece di buttarla potete metterla nel caffé (così com’è o montata con una frustina) o usarla per cucinare salse squisite, ai funghi, allo speck, agli asparagi…(sempre tra i consigli di Bruno)

4. Si può fare il formaggio fresco. Col latte avanzato, purché non sia bollito, anche dopo un paio di giorni si può fare il formaggio. Procuratevi una fialetta di caglio (si trova in drogheria), possibilmente col contagocce, e un colino (quelli in plastica dei tomini o della ricotta). Nella stagione calda il formaggio si fa anche da solo, senza caglio, lasciandolo all’aperto. Nella stagione fredda basta una goccia di caglio ogni mezzo litro. Dopo almeno mezza giornata si forma la cagliata, una gelatina compatta, da rompere a piccoli pezzi per far uscire il siero e versare nel colino. Dopo un’altra mezza giornata il formaggio è asciutto e va ribaltato: avete fatto un tomino fresco, che si può mangiare così o far asciugare a piacere. Per evitare cattivi odori in casa è meglio farlo asciugare in balcone, coperto da un tovagliolo.
Se volete fare più in fretta, potete scaldare la cagliata e fare la robiola: si porta a temperatura corporea a fiamma lenta (meglio con un termometro per non superare i 40°, ma si può controllare anche col dito), si aggiunge il caglio, si mischia ancora qualche minuto, si spegne il fuoco, si aspetta un’ora la cagliata e si cola come sopra.
Con il siero avanzato si può ancora fare la ricotta, ma ci vuole altro latte, un po’ di aceto e un po’ di esperienza… (e qui chi mi conosce sa bene che queste cose non le ho scritte io…grazie ancora a Bruno)

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