Prendi il gettone e scappa…
(Articolo tratto da La Stampa del 1/3/07)
Come impedire ai consiglieri di fuggire dall’aula
EMANUELA MINUCCI
TORINO
Prima che diventasse assessore lo chiamavano «cappottino». Era il consigliere dalla firma più veloce di Palazzo Civico. Arrivava in commissione, faceva uno scarabocchio sul registro delle presenze, non si svestiva nemmeno (intascando però il gettone) e subito prendeva la porta verso lidi meno noiosi di una delibera sui parcheggi pertinenziali. Questo malcostume non gli ha impedito di far carriera visto che oggi, l’ex consigliere di maggioranza, fa l’assessore nella giunta Chiamparino. Quanti sono gli eredi di «cappottino»? «Ancora troppi, purtroppo – è l’ammissione bipartisan dei consiglieri di maggioranza e opposizione – ed ecco il motivo per cui vogliamo rendere obbligatoria la doppia firma: quando arrivi e quando te ne vai. Con la speranza che in mezzo non ci sia mezz’ora di shopping».
La proposta è sottoscritta, per fare solo due esempi, dal capogruppo di Forza Italia Giovanni Maria Ferraris a quello dell’Ulivo Andrea Giorgis ed è stata formalizzata il 28 febbraio. Data simbolica, perché ieri si chiudeva il primo mese in cui i consiglieri potevano ottenere fino a tre gettoni al giorno anziché due. Giornata particolare, in cui la Lega Nord si è rivolta al segretario generale Adolfo Repice per ottenere i dati relativi all’ultimo mese sull’assenteismo che però saranno pronti solo nel giro di qualche giorno. Un effetto strettamente connesso alla nuova norma che fa lievitare il guadagno giornaliero dei consiglieri. «E’ evidente che dopo la metà mese – ha fatto notare ieri il capogruppo Carossa – dal momento che molti consiglieri raggiungono il tetto dei compensi vale a dire 3041 euro lordi (al netto sono 2100, un terzo dell’indennità del sindaco che si ottiene con 26 gettoni da 116,96 euro) non ritengono più indispensabile venire in commissione, ecco perché abbiamo bisogno di quei dati».
E mentre Carossa si preoccupa del fatto che con il portafogli pieno non si abbia più interesse a partecipare ai lavori del Consiglio, il resto della minoranza, vale a dire Udc, Forza Italia e An (e alla fine anche la Lega) presentano una proposta di delibera che riazzera il problema: «Il Comune sta affrontando non senza difficoltà una crisi economica che si sta ripercuotendo sul bilancio – sta scritto sul documento a firma Angeleri, Cantore, Ventriglia, Carossa, e Troiano presentato ieri – per far fronte a questa situazione si propone che gli stessi consiglieri contribuiscano a diminuire le spese comunali e quindi si torni al vecchio sistema di soli due gettoni cumulativi».
Secondo i capigruppo di minoranza questo ritorno alla tradizione permetterebbe anche di eliminare un secondo malcostume, nato proprio in questi ultimi giorni di febbraio: quello del mercato parallelo del gettone. Un fenomeno ben illustrato dal capogruppo degli azzurri Ferraris: «Metta il caso che io abbia già raggiunto il tetto dei compensi al 15 del mese. A quel punto posso benissimo delegare il mio vice. In questo caso il gettone se lo prende lui, ed è un costo aggiuntivo per l’amministrazione».
Anche Gavino Olmeo (Ulivo) non usa mezzi termini: «E’ vergognoso che io ed altri colleghi si resti in commissione per ore e vediamo poi altri colleghi che non si tolgono neppure il cappotto o che passano il tempo a fumare nei corridoi e poi a fine mese ottengono la stessa indennità. Io poi sono fra quelli che celebrano matrimoni. Naturalmente gratis. Chi mi retribuisce per questo? A proposito, perché nessuno evidenzia che gli assessori su base annua guadagnano tre volte tanto un consigliere e non hanno nessun dovere di orario da rispettare? ».
E i presidenti di commissione? Hanno notato qualche comportamento anomalo (soprattutto in termini di assenze) in questo primo mese di triplo gettone quotidiano? «No, la commissione Ambiente non ha registrato alcuna flessione – dichiara la presidente Monica Cerutti (Ulivo) – ben venga comunque l’obbligo della doppia firma». D’accordo con lei anche Piera Levi Montalcini (Ulivo) responsabile della commissione Urbanistica che ieri al limite del numero legale.
Mentre il vicepresidente del Consiglio comunale Michele Coppola (Fi) si dice scettico su certe verifiche: «I metodi rigidi per la verifica delle presenze non mi convincono. Non credo ce ne sia bisogno. I consiglieri comunali lavorano, tutti, dalle prime ore della mattina fino a tardi la sera». E conclude: «Scegliamo liberamente di candidarci e se eletti dobbiamo rispondere alla nostra coscienza e ai cittadini: saranno loro a giudicare».