Riorganizzare le partecipazioni del Comune di Torino

Pubblico questo articolo di Andrea Rossi comparso sulla Stampa del 22/11 che fa un interessante ed approfondito quadro della partecipate del Comune di Torino, ma soprattutto chiarisce con un grafico la rete delle partecipazioni, cliccando sull’immagine potrete anche ingrandirla per vederla meglio.

A questo link trovate l’articolo completo

Nei prossimi mesi si avvierà
una ricognizione di tutti gli asset della città. Quelli non strategici verranno dismessi progressivamente per razionalizzare e ridurre il debito. Torino detiene quote di oltre duecento società ed enti
ANDREA ROSSI
torino

Pochi lo sanno, ma il Comune di Torino possiede il 5 per cento dell’Autostrada Albenga Garessio Ceva S.p.a., una società il cui scopo – si legge nei documenti ufficiali – è «migliorare la viabilità esistente tra Albenga e Garessio». Davvero per la città è strategico, e redditizio, occuparsi delle strade che collegano il cuneese alla Liguria? Ed è davvero necessario detenere – tramite la Albenga Garessio Ceva – quote dell’autostrada dei Fiori, la Savona-Ventimiglia? Probabilmente no. Così come si potrebbe forse fare a meno di possedere – tramite Gtt – il 100 per cento della Meccanica Moretta, un’azienda che si occupa di manutenzione, fabbricazione e riparazione di materiale ferrotranviario. O ancora, via Smat, del 10 per cento della Acque potabili siciliane, che ha vinto la gara per l’acquedotto di Palermo e in due anni ha generato un buco di oltre 15 milioni. E infine, perché la città dovrebbe occuparsi di realizzare cartoni animati o fornire «offerte didattiche alle scuole di ogni ordine e grado» nel parco dell’Orsiera? Mistero. Eppure Torino si occupa di tutte queste cose. E di molte altre.

Un calcolo difficile
Quante? Difficile dirlo. Il segno che (forse) negli anni scorsi la situazione è sfuggita di mano sta nel fatto che quasi nessuno conosce il numero esatto di enti, società, aziende, consorzi di cui il Comune detiene quote o azioni. Chi dice duecento, chi addirittura tra cinquecento e seicento. In ogni caso sono tante. Troppe. Serve una cura dimagrante. Nella mozione che domani accompagnerà in Sala Rossa la delibera sulla maxi holding delle partecipate la maggioranza ha inserito una clausola: approvato il passaggio delle quote di Amiat, Trm, Gtt e Sagat dalla città alla sua finanziaria Fct, prima di elaborare il bilancio preventivo del 2012 la giunta dovrà effettuare una ricognizione generale di tutte le partecipazioni, separare quelle essenziali da quelle non strategiche e proporre al Consiglio comunale un piano per cederle, estinguerle o valorizzarle in altro modo. E dovrà usare Fct per semplificare, riorganizzare i comparti e ridurre «i centri decisionali autonomi» (tradotto, i consigli d’amministrazione), integrando «le politiche industriali delle società partecipate». La proposta, avanzata dai consiglieri del Pd Roberto Tricarico, Guido Alunno e Marco Muzzarelli, è stata fatta propria da tutto il gruppo dei democratici e poi dall’intera maggioranza.

I tempi
Nei prossimi sei mesi gli uffici del vicesindaco Tom Dealessandri, che ha la delega alle partecipate, dovranno procedere con la ricognizione e varare un piano di dismissioni. Con due obiettivi: razionalizzare il quadro e procedere nell’azione di risanamento avviata con la decisione di dismettere il 40 per cento di Amiat, Gtt e Trm. Non sarà facile. La città, direttamente, detiene – a vario titolo – 33 società. Ma, tramite queste, ne controlla circa 200. Non senza sovrapposizioni. Ad esempio, Torino ha il 40,7 per cento delle azioni della multiutility Iren: il 33,3 tramite la Finanziaria sviluppo e il 7,4 tramite Fct. E ancora, controlla oltre il 24 per cento del pacchetto azionario di Environment Park, ma anche Amiat e Smat (che pure sono del Comune, una interamente, l’altra al 60 per cento) detengono alcune quote. E Smat? Dell’azienda che gestisce il servizio idrico in Provincia Torino controlla il 59 per cento direttamente e un altro 6 tramite Fct. Infine, il Comune e Gtt (al 100 per cento pubblica) detengono entrambi quote di 5T, la società che monitora il traffico.

I vincoli
Lo stesso sindaco Fassino, ieri, ha garantito che la giunta metterà mano alla riorganizzazione, separerà gli asset strategici da quelli non strategici e allo stesso modo valuterà come gestirne il patrimonio immobiliare. L’imperativo è ridurre il debito e limitare al massimo i mutui. Non a caso, la maggioranza, su proposta del consigliere del Pd Giovanni Ventura, ha inserito una clausola che vincolerà il Comune a usare i fondi incassati con la cessione a Fct di Amiat, Gtt e Trm per investimenti in infrastrutture.