Vi racconto una pratica che a quanto sembra è abbastanza normale in consiglio comunale, ma…
Centomila disoccupati nei prossimi mesi…
Questo è quanto emerso dalla riunione che abbiamo fatto come gruppo consigliare insieme ai delegati regionali dei sindacati CGIL, CISL e UIL e al Vicesindaco. Fra disoccupati, mobilità o cassa integrazione si rischia di arrivare entro breve alla cifra di 100.000 persone con problemi di lavoro, pensando che a Torino ci sono circa 900.000 abitanti e ragionando che 1 persona su 9 ha problemi di lavoro, pensando che gli abitanti ci siano molti studenti, c’è il richio che una famiglia su tre sia in condizioni di difficoltà. Il risultato di questa condizione è che si configureranno sempre più situazioni di persone che hanno bisogno di accidere a servizi di assistenza per poter arrivare a fine mese.
Questo dato penso che dia una misura della condizione in cui ci troviamo nella nostra città e probabilmente in molte altre, dal momento che la scelta fatta dal Comune, anche su pressione di molti consiglieri, è quella di non effettuare più tagli sul welfare questo comporta che si debba agire su altre strade.
Con Tom Dealessandri abbiamo condiviso che ha senso cercare di fare di tutto per rientrare nel patto di stabilità altrimenti le multe previste dalla fuoriscita dal patto metterebbero sul lastrico il Comune portandolo alla probabile chiusura ed al commissariamento. La strada delineata di vendere il più rapidamente possibile i “gioielli di famiglia” come Sagat, Amiat, Gtt e Trm (termovalorizzatore) sono scelte senza ritorno, che però rischiano di essere inevitabili. Questo è il motivo per cui in molte occasioni mi sono ritrovato in Consiglio a votare delibere che non avrei mai voluto votare, ma che la situazione contingente mi porta a scelte di responsabilità.
Non credevo di dover arrivare a fare scelte di questo tipo e quando mi sono candidato non pensavo certo che avrei votato favorevolmente alla vendita di parte delle quote di TRM. Se a questo si aggiunge che allo stato attuale al welfare mancano una decina di milioni di euro, forse questo fa percepire quanto alcuni atti sono mirati ad evitare il commissariamento.
In questa fase così complicata sarà importante monitorare affinchè gli effetti di questi tagli non si ripercuotano sempre e solo sulle persone con maggiori difficoltà e con minore rappresentanza.
è una situazione molto difficile,soluzioni nel breve non possono essercene,il patto di stabilità,pur condividendolo,non è questo il momento di attuarlo,i tagli sul welfare,vanno curati con attenzione,in passato e penso ancora oggi,sono stati concessi aiuti,proprio a chi in realtà evadeva le tasse! la vendita dei “gioielli di famiglia” è un bene solo apparente,in realtà col tempo sarà un danno enorme per la città!!
i mali di Torino che sono poi i mali dell’Italia,vanno curati con la medicina efficace!!paghino gli evasori,paghi chi ha ereditato le ricchezze di questi e smettiamola di pagare stipendi da nababbo a troppa gente in tutti i campi,quando lo stipendi supera i 5000 euro,i controlli devono essere severi,quando superano il milione di euro è associazione a delinquere,la posizione di TOM,non la condivido,forse anche lui non è più quel delegato sindacale, che 42 anni fa si batteva con me ai cancelli della FIAT.