Riflessioni per Torino

Nel fine settimana del 12 e 13 ottobre abbiamo avuto un interessante seminario di approfondimento a “porte chiuse” (senza essere sotto i riflettori dei giornalisti) per riflettere su Torino e il suo futuro, abbiamo avuto la possibilità di interloquire attorno ad un tavolo ristretto (eravamo una quindicina di persone) con il ministro Profumo e con il ministro Fornero…molto interessante! Voglio provare a riportare sotto forma di punti (alcuni tweet) alcune delle riflessioni e sollecitazioni ricevute nelle due giornate dalle persone incontrate.

Da Andrea Beltratti (Presidente del consiglio di Gestione di Intesa San Paolo) riporto alcune affermazioni che danno un po’ il quadro del tempo che stiamo vivendo, è ovviamente un quadro molto freddo e da economista, ma credo possa dare elementi di analisi molto utili per capire dove siamo e dove potremmo andare:
– L’Italia è sul bordo della crisi, la Spagna ci è entrata e la Grecia ha già imboccato la strada da un po’.
– Solo il 57% delle aziende in Piemonte ha chiuso i bilanci in utile!
– Il sistema delle banche in Italia è molto solido. La domanda di prestiti sta scendendo, ma purtroppo e soprattutto la domanda di prestiti per investimenti è praticamente scomparsa.

Da Gian Maria Gros Pietro (CdA Fiat Auto – Prof. Economia) è l’intervento che ho apprezzato di più e che è riuscito a darmi una visione appassionante del futuro, soprattutto per ciò che riguarda il futuro delle imprese e gli spazi di innovazione:
– non siamo davanti ad una crisi ciclica. E’ una bolla finanziaria, ma creata ad hoc per distorcere la situazione reale. Le crisi classiche erano date da crisi finanziaria e depressione, questa è una crisi epocale.
– C’è una asticella al di sotto della quale ci sono i posti di lavoro in concorrenza e una asticella al di sopra della quale ci stanno i posti di lavoro non in concorrenza, il divario tra queste due parti è sempre più ampio (ad es. è facile trovare un operaio ed il suo valore economico sta diminuendo, ma è sempre più difficile trovare un pilota di formula uno il cui valore economico sta aumentando)
– Dobbiamo scambiare una nostra ora di lavoro al pari di molte ore di lavoro all’estero. Questo può avvenire attraverso prodotti particolari e di elevata qualità
– Dal 2011 il manifatturiero sta riprendendo il sopravvento sulla finanza, questo è reso evidente dal fatto che la somma della capitalizzazione di tutte le banche europee viene pareggiata dalla capitalizzazione della sola Apple
– Quello che serve è più innovazione, ma non solo tecnologica, perchè quello che crea vera innovazione è la combinazione di più innovazioni. E’ possibile che il nostro paese sia portatore di una sindrome repulsiva verso l’innovazione della grande impresa?
– Dobbiamo costruire aziende in grado di dare opportunità piuttosto che garanzie.
– Le proposte per il territorio torinese:
.Attrarre funzioni produttive in competizione tra territori
.Costruire economie di sistema: filiere, reti di imprese, competenze diffuse, centri di eccellenza, attrattività dei nodi. Forte attrattività dei nodi territoriali significa che devono esserci dei luoghi in cui si concentrano in un nodo solo
.Dobbiamo garantire il costo del lavoro alto, ma per compensare è di saturare gli impianti.
– L’impresa vincente oggi:
.agile e mutevole / investe sul capitale umano (tecnologia come derivato) / sa guardare lontano / ripudia la gerarchia / coinvolge i lavoratori nel risultato / attiva le reti territoriali

Da Francesco Profumo (Ministro dell’istruzione, università e ricerca) emergono proposte interessanti ed innovative sulla formazione e sulla organizzazione delle “comunità intelligenti”:
– I due grandi obiettivi dell’innovazione sono: le comunità intelligenti ed i cluster, ossia strutture a rete dove i soggetti partecipano su una stessa tematica e la rete diventa lo spazio delle comunità
– 2 saranno i grandi temi del futuro: social innovation e riuso

Da Alessandro Cherio (Presidente del Collegio dei costruttori edili di Torino) che ci ha sollecitato da costruttore sulle azioni urbanistiche del Comune di To e sull’importanza di costruire nuove case attente al futuro e alla Smart City:
– smettete di far fare all’assessore all’urbanistica operazioni di bilancio, ossia non pensate alle aree torinesi come spazi da vendere attraverso i quali poter rientrare economicamente

Da Elsa Fornero (Ministro del lavoro) che ha sollecitato in modo forte l’assemblea sulle riforme e sul cambiamento. Mi è sembrata una persona determinata e decisa a fare quelle riforme che per troppo tempo abbiamo atteso, non faccio considerazioni sulla bontà di queste riforme sulle quali potrei non trovarmi completamente in accordo, ma almeno mi è chiara qual è la sua visione del futuro del mercato del lavoro:
– la situazione finanziaria nel nostro paese oggi è meno drammatica di quella che avevamo a novembre. Le riforme hanno restituito credibilità al nostro debito.
– dobbiamo ridurre i tempi della transizione scuola lavoro, la durata media di questa transizione deve portarsi alla media europea di tre mesi
– abbiamo svilito la formazione professionale a favore dell’istruzione e dobbiamo ridarle dignità e spazio perchè è l’unico vero collegamento con il mondo del lavoro

2 commenti

  • Francesco

    tutte belle parole,nessuno pensa che il migliore esempio sono i fatti,di Gian Maria Gros Pietro,è l’intervento più interessante e vicino al mio pensare,la mia esperienza di vita e di lavoro,mi porta a condividere a pieno l’impresa vincente descritta,l’ostacolo maggiore è la scarsa preparazione sociale,troppo presi dai fatti che puntualmente smentiscono le buone intenzioni,le cronache, sono piene di politici corrotti e corruttori,di falsi moralisti,le stesse imprese che godono del 33% dell’azionariato,sfruttano situazioni di comodo,come attribuirsi “BONUS”milionari,con aziende che vanno a picco,a pagare è sempre il solito,il piccolo azionista,quello che investe i risparmi del suo lavoro(un esempio corrente,Fondiaria SAI).la stessa FIAT,non è immune da iniziative “discutibili”sia sotto il profilo economico,i suoi manager,godono di privilegi impensabili,il suo azionariato ha subito dei tracolli,la sua finanziaria ha goduto vantaggi da iniziative ai più sconosciute(unificazioni azionaria di risparmio)non ho la ricetta per guarire i mali della nostra era,sicuramente la medicina non può essere quella disposta “il pesce grosso mangia quello piccolo”ciao Marco Buon lavoro,conoscendo tuo padre sò che il tuo operato sarà sempre corretto.

  • enrico

    ho letto con grande attenzione la tua recensione e ho avuto occasione di conoscere diversi dei tuoi interlocutori, alcuni come docenti e altri tramite la vita lavorativa. Ebbene, la prima considerazione è che quando si ha a che fare con persone intelligente che portano avanti dei progetti con serietà, impegno e onestà intellettuale, puoi anche non condividere appieno le loro idee ma ti convinci che qualcosa di buono può essere fatto per il futuro, che il paese non è completamente marcio e può convogliare persone ed energie positive per indurre il cambiamento. Il problema enorme è trovare il modo di rottamare (la parola è abusata ma efficace) una classe politica e dirigente che da anni accompagna il paese alla rovina perseguendo interessi particolari, difendendo le corporazioni che rappresentano e chiedendo, quando la crisi si acuisce, sacrifici ai soliti noti. E anche la sinistra la smetta di invocare una patrimoniale, che peraltro è già in vigore, perché sarebbe l’ennesima ingiustizia che tassa chi ha le proprie ricchezze in chiaro e quindi le tasse le ha sempre pagate. Pensi invece ad allargare il consenso a forze nuove per costruire un sistema paese, una rete di imprese e di eccellenze che faccia da polo di attrazione per lo sviluppo, come suggerito dai partecipanti al seminario. Se ciascuno, noi compresi, fa la sua parte potremmo essere meglio della Germania o degli USA, da cui sono scaturite tutte le peggiori crisi degli ultimi decenni.

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