3 maggio, ore 18.30 Rappresentanti Sindacali FIAT Incontro privato.
Internet Governance Forum Torino
Come governare losviluppo di Internet? Chi organizzerà la rete nel futuro? Queste le tematiche trattate all’interno dell’Internet Governance Forum di Torino.
Stefano Rodotà chiamato ad intervenire all’IGF affronta alcuni temi che riporto per punti attorno all’oggetto privacy:
– E’ necessario mantenere tutelati i dati della persona anche attraverso i dispositivi elettronici che utilizza. Il cellulare è un oggetto che ormai sempre di più contiene le informazioni della persona (un po’ come il nostro portafoglio e la carta di identità), non possiamo pensare che i dispositivi elettronici non godano della stessa tutela di privacy.
– In questo momento la costruzione dell’ identità delle persone viene sempre più affidata a strumenti automatizzati…non sei solo più quello che dici, ma sei quello che google dice che sei…
– E’ possibile scomporre la propria identità in una serie di identità a seconda dell’ambito in cui ci si propone. Questo porta a nuove figure che si occupano di gestire le identità. Non è più tutela della privacy, ma tutela della libera crescita delle persone senza che la propria identità sia oggettivata da strumenti automatizzati (è sempre più vero che non siamo ciò che diciamo, bensì siamo ciò che Google dice di noi…).
La rete deve restare libera
Nei decenni scorsi chi ha progettato, sviluppato e gestito Internet è stato fautore di una struttura di “governance” che, grazie alle sue caratteristiche fortemente evolutive basate su una logica ‘dal basso’, ha contribuito in maniera determinante al successo della “la più grande invenzione del XX secolo” (definizione del Premio Nobel Rita Levi Montalcini).
Una “governance” improntata al coinvolgimento diretto di tutti i portatori di interessi, alla trasparenza, al rispetto per l’innovazione e alla creatività, anche quando suscettibile di modificare paradigmi politici ed economici consolidati. Un modello di “governance” sicuramente perfettibile, ma che – a oltre 40 anni dalla nascita di Internet e a 20 anni dall’invenzione del Web – non può non essere considerato, nella sua unicità, uno dei principali fattori dello straordinario successo planetario della Rete, quale risorsa globale irrinunciabile proprio nella sua originalità rispetto agli altri mezzi di telecomunicazione.
Nonostante un bilancio così fortemente positivo, però, c’è chi auspica oggi un ritorno a un mondo in cui le tecnologie delle comunicazione siano saldamente nelle mani di pochi e potenti gruppi economico-finanziari e dei governi, con scarso spazio per le ragioni degli individui, della società civile e degli innovatori.
Da questa visione anacronistica nasce la proposta, portata avanti con veemenza, di attribuire all’International Telecommunications Union (Itu), con sede a Ginevra, istituto specializzato delle Nazioni Unite, potere e competenza su aspetti rilevantissimi della policy della Rete, che esorbitano la dimensione strettamente tecnica che dovrebbe caratterizzare Itu.
E’ una proposta spalleggiata da importanti operatori telefonici, che hanno l’ambizione di poter decidere del traffico sulla Rete in una logica di massimizzazione del profitto, e da governi nazionali, tra cui non a caso si annoverano molti di quelli che hanno finora mal sopportato le libertà che Internet ha donato ai cittadini.Si discuterà della proposta che vorrebbe attribuire a Itu tali poteri regolatori sulla Rete alla conferenza intergovernativa Itu nota come World Conference on International Telecommunications (Wcit-12), che si terrà a Dubai il dal 3 al 14 dicembre.
Noi chiediamo al governo italiano, e in particolare a voi ministri Terzi e Passera, di schierare l’Italia dalla parte della Rete, dell’innovazione, della libertà, come peraltro già raccomandato dalla Commissione europea. Per guardare al XXI secolo con fiducia riconoscendo la novità assoluta rappresentata da Internet anche nel campo dei modelli di regolazione internazionale.
Promotori: Juan Carlos De Martin, Alberto Oddenino e Stefano Rodotà
Adesioni: Andrea Comba, Edoardo Greppi, Angelo Raffaele Meo, Ugo Pagallo e Marco Ricolfi