Il futuro del Decentramento a Torino
Negli scorsi mesi sono partiti i lavori della commissione speciale che dovrebbe portare ad una proposta di decentramento nuova. Probabilmente l’organizzazione delle nostre Circoscrizioni è un modello in parte superato e nello stesso tempo è necessario ragionare sulla riorganizzazione per attuare economie di scala. Provo a riportare alcune mie riflessioni esplicitate alla commissione di lavoro e che in parte costituiscono già alcune linee guida di lavoro.
Partecipazione: credo sia ormai evidente a tutti che le Circoscrizioni con la loro organizzazione in commissioni non siano più quella opportunità di partecipazione che erano un tempo. Le commissioni sono scarsamente partecipate e spesso sono luogo di discussioni inutili. Io credo che non si possa parlare di Decentramento senza mettere al primo posto la riflessione sulla partecipazione. Se, come probabile, le Circoscrizioni in futuro saranno 4 o 5 allora dobbiamo pensare a come costruire luoghi di partecipazione locale anche più ristretti, magari connessi a quelli che erano i quartieri. La riorganizzazione deve rispondere ad esigenze di amministrazione e di servizi, ma la partecipazione deve essere quasi locale e non centralizzata, magari con delle commissioni di lavoro che coinvolgono i cittadini di porzioni di territorio molto più ristretti.
Efficienza: la nuova suddivisione dovrà portare a servizi più efficienti e con meno sprechi. E’ necessario valutare le nuove competenze delle Circoscrizioni (che saranno ovviamente più ampie di quelle attuali) e sulle competenze definire la disponibilità economica che otre ad essere più ampia a causa dell’accorpamento, dovrà essere più ampia perchè effettivamente verranno erogati servizi più ampi (come ad esempio il verde pubblico, ha ancora senso che la competenza sia cittadina o non è meglio che questa sia delegata a 4/5 circoscrizioni che localmente si occupano del proprio verde?)
Città Metropolitana: le nuove circoscrizioni dovranno potersi rapportare con pari dignità alle città limitrofe dell’area metropolitana, non penso sia più gestibile che le attività di un coordinatore di una circoscrizione di 100.000 abitanti debba operare in forma quasi volontaristica e non abbia la stessa dignità di confronto con un assessore di un Comune limitrofo con 10.000 abitanti. Le nuove Circoscrizioni dovranno potersi organizzare in modo da essere interlocutori di livello con le città dell’area metropolitana e con il Comune di Torino stesso.
Un ultima riflessione, non meno importante, sembra che le attuali circoscrizioni siano state pensate a tavolino per garantire alle forze politiche degli anni in cui sono state avviate le circoscrizioni, di poter governare in tutti i territori, Insomma, sulla base delle appartenenze elettorali, i confini sono stati pensati opportunamente per garantire gli stessi partiti. Qualcuno, nella discussione che abbiamo avuto, ha richiamato questo elemento come punto di attenzione per la definizione dei nuovi confini, io mi sono dichiarato fortemente contro a questo principio di suddivisione, il territorio deve essere riorganizzato per favorire la partecipazione e l’efficienza, il nostro “lavoro” deve portare ad una migliore “gestione” del territorio e non ad una sua “manipolazione”