Ciao, oggi sulla stampa era ufficiale e definitivo, il mio nome è tra i 40candidati…
La prima lettera agli amici…
Riporto il testo della lettera scambiata con alcuni amici dopo le decisione di accettare la proposta di candidatura al consiglio Comunale di Torino. Un po’ “appassionata” ma ovviamente rivolta agli amici più cari…
Ciao, a quasi una settimana dalla richiesta di un parere, di cui vi ringrazio molto, voglio provare a darvi un primo riscontro delle riflessioni e delle evoluzioni…provo ad andare avanti! sarà un casino ma forse vale la pena farlo, non per me ma per tutti i luoghi e le persone che ho frequentato e che sto frequentando, anche solo per provare a mettere un piccolo granello per poter costruire qualcosa di migliore di quello che ci è stato consegnato.
Ora è tempo di estendere il giro dei contatti, perchè la democrazia è fatta di voti e di partecipazione, ma innanzitutto di partecipazione…e gli amici candidati in diverse Circoscrizioni sono il primo segno di questa partecipazione.
A breve, se le cose procedono per il verso giusto e se in pochi si accorgono della mia presenza, dovrebbe essere ufficializzata la lista e poi da lì sarà tutto da inventare, perchè i voti da raccimolare sembra debbano essere almeno 1500. Vi terrò aggiornati…
Mi permetto di lasciarvi un pensiero su tutti che mi è arrivato in risposta da uno degli amici con cui mi sono confrontato, è significativo (ah!! il Personalismo di Mounier…) e quando dovessi dimenticarmene, richiamatemi e ricordatemelo:
“Vi sono due modi di agire, poiché due ne sono i motivi.
L’azione degli uni mira al “successo”: il successo storico, che nello stesso tempo in cui consacra la vittoria, segna la fine del pericolo, l’inizio del benessere, della sicurezza , della tranquillità.
L’azione degli altri mira alla “testimonianza”. Essi pure desiderano il successo, ma sanno che, per loro, consiste nella vittoria sul male. Sanno che questa sarà una vittoria continuamente contesa e continuamente rimessa in causa, e anche se perderanno sempre più terreno, bisognerà che tengano duro con le loro forze per garantire una certa presenza umana di ciò che è eterno. Essi non sono assillati dall’angoscia di riuscire o di soccombere: anche sconfitti saranno sempre padroni della loro opera.
I primi si affannano dietro la loro impazienza e le loro miopi tattiche.
I secondi confidano nel tempo e nella loro fede.
I primi hanno paura della solitudine e dell’oscurità, giudicando il successo dal numero.
I secondi temono le diffusioni troppo rapide, che non possono essere organiche né feconde e li farebbero dubitare dei loro mezzi.
I primi ricercano i mezzi ricchi,
i secondi i mezzi poveri vedendo in essi quasi una garanzia spirituale e un tonico dello sforzo perché richiedono a ognuno il sacrificio, senza il quale non esiste vera dedizione.
I primi sono perentori.
I secondi sono modesti.
I primi sono padroni della loro causa.
I secondi sono testimoni di qualcosa che li supera.
Per dire tutto, i primi si preoccupano più di fare che di essere;
i secondi si sforzano di essere per fare, poiché la loro preoccupazione è che si faccia, con o senza di loro.” E. Mounier