Coscienza e responsabilità

Vorrei fare alcune riflessioni su quanto successo nell’ultima settimana nello scenario politico più pazzo d’Europa: l’Italia. Sui nostri schermi è andata in onda una crisi di governo “non crisi”.
Non crisi, perchè tecnicamente il governo non è caduto: Prodi ha rassegnato le sue dimissioni e Napolitano le ha respinte, rimandandolo alle camere.
Crisi perchè il centrosinistra è decisamente in crisi. Crisi che ha trovato i suoi capri espiatori sui due senatori (Rossi e Turigliatto) che non hanno votato compatti con la maggioranza, ma che non si può limitare a quello.
Ma riflettiamo un attimo:… secondo il regolamento del Senato, se quei due partecipavano al voto portavano il quorum a 161 e il loro voto favorevole avrebbe portato la maggioranza a 160. Nemmeno se Scalfaro fosse stato in buona salute la mozione sarebbe passata, perchè al Senato bisogna superare il quorum. In pratica sarebbero serviti 162 voti.
Ora, quello che mi domando io è, come fa ad andare avanti una maggioranza al Senato partita da 159 a 156; passata a 157 a 156 mandando Marini alla Presidenza del Senato e Napolitano a fare il Presidente della Repubblica; e arrivata a 156 pari quando De Gregorio (eletto nelle liste di Italia dei Valori e poi passato al gruppo Italiani nel Mondo) ha abbandonato la barca? Si può governare il paese grazie ai senatori a vita, tra cui, ricordo, Andreotti (prescritto, quindi non giudicabile, dall’accusa di associazione mafiosa) e Cossiga?
Quanto durerà adesso il governo? Fino alla prossima influenza? L’Italia ha bisogno di uscire da un tunnel lungo 5 anni, non di finirci di nuovo dentro.
Possiamo ragionare sulle ragioni di questa crisi? Proviamoci. In prima battuta mi viene da dire che queste ragioni sono tante e vanno ricercate in diversi fattori.

Primo fra tutti “la porcata”, cioè la legge elettorale di Calderoli. Se avete avuto occasione di leggere “Il Broglio” e guardare il documentario “Uccidete la democrazia” avete capito perchè. E’ altamente probabile, anche se non ce ne sono le prove, che Berlusconi abbia fatto volatilizzare circa 1 milione di schede bianche e le abbia tramutate in altrettanti voti per Forza Italia. Questo spiegherebbe i clamorosi errori degli exit-polls. Ma non serve a spiegare lo strano silenzio dell’Unione su questo aspetto.
Altro fattore di crisi è la frammentazione. DS, Margherita, PRC, PDCI, Verdi, Udeur, Radicali, SDI, Italia dei Valori, solo per citare i principali partiti che compongono la coalizione… e come si fa a trovare una sintesi unitaria pur con tutta la buona volontà dei soggetti?
Il Partito Democratico dovrà riuscire in un’impresa quasi impossibile: ridisegnare la geografia del centrosinistra. Non solo mettere insieme DS e DL ma far nascere un soggetto nuovo inclusivo di tutti quelli che si riconoscono nei suoi principi ispiratori anche oltre i due partiti maggiori. Un processo del genere potrebbe generare una ricucitura anche a sinistra, che al momento non è all’orizzonte, ma a mio avviso è indispensabile. Cosa differenzia, per esempio, PRC PDCI e Verdi se andiamo a vedere quali sono le loro fondamenta?
Ultimo fattore di crisi (nel senso che poi io mi fermo qui!) lo addebito alle coscienze individuali in buona fede. Parlo di buona fede così è chiaro che voglio escludere a priori il sen. Andreotti.
Uno dei due “dissidenti” ha detto di aver votato così perchè “stufo di questo schifo”. E qui mi domando: se accetti di candidarti al Senato sai che prima o poi dovrai prendere delle decisioni in contrasto con la tua coscienza. Ma perchè allora ti candidi? O segui sempre la tua coscienza o non la segui mai. Perchè a volte si e a volte no? Perchè voti a favore di questo indulto e no alla politica estera? Dov’era la tua coscienza quando hai votato la fiducia al governo su una finanziaria che stanzia un miliardo di euro per gli armamenti? Dobbiamo restituire l’Italia a Berlusconi perchè qualche “Cavaliere dell’Ideale”, come li ha definiti Michele Serra, antepone la sua etica personale alla responsabilità verso 56 milioni di persone?

2 commenti

  • Dimitri

    Condivido quello che hai scritto sulla coscienza individuale. In effetti è proprio quello che mi domandavo: perchè andare in Parlamento? Fanno pure le loro lotte in piazza. Ma se si vota coalizione e ci stanno dentro devono accettare la maggioranza di quella coalizione anche criticando la decisione.
    Sul fatto del film dico che non l’ho visto ma ne ho sentito parlare. Diciamo che sospetti ci sono…da entrambi le parti. Tuttavia non è da trascurare che Deaglio è stato rinviato a giudizio per notizie false e tendeziose.
    Ancora una considerazione: non bisogna trascurare il fatto che questa crisi non è provocata come altre volte da un partito della maggioranza perchè tutti i segretari di partito hanno manifestamente espressamente l’appoggio pieno a Prodi, in questo caso si tratta di una questioni di singoli visto i numeri stretti.
    Sul Partito Democratico sai che sono favorevolissimo. Sulla sinistra avevo sentito già di un progetto (anzi una lista comune al senato ce l’hanno già) tra i comunisti italiani e i verdi; progetto che non era condiviso da rifondazione. Penso che una certa sinistra e più specificamente la parte più radicale di rifondazione potrebbe formare un nuovo partito ancora più estremo.
    Vedremo. Intanto per fortuna che ci sono uomini responsabili come Follini.

  • michele

    Io condivido appieno la tua analisi e le tue riflessioni.
    Personalmente avrei preferito di gran lunga si andasse al voto, ma dopo aver riscritto una legge elettorale che non consenta ad pugno di persone di tenere in ostaggio il Governo. Come ha detto Veltroni :’ una democrazia dove un partito che rappresenta il 2%, può far cadere il governo è una democrazia debole e malata.’

    La legge elettorale è la priorità.

    Dal mio punto di vista il doppio turno alla Francese (che è quello utilizzato per l’elezione del Sindaco) resta la formulòa più efficace.

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