Che fine ha fatto il progetto di Last Minute Market?

Sabato scorso è stato inaugurato il punto vendita inserito nel progetto di Last Minute Market per il recupero degli invenduti (vedi qui). Mi è stato riferito che l’inaugurazione non è stata delle migliori e i prodotti non sono tutti a km zero provenienti da produttori locali, in alcuni casi neanche a costi inferiori.

L’idea era quella che il punto vendita vedesse presenti al suo interno prodotti zootecnici di produttori locali e prodotti provenienti dagli invenduti dei supermercati di grande distribuzione. Dalle mie informazioni e allo stato attuale  il soggetto che avrebbe dovuto gestire lo startup per il recuper degli invenduti non è mai stato contattato; parte dei fondi provenienti dal progetto Urban sono stati erogati.

Allego il progetto DARE che fa da riferimento per l’iniziativa, invito tutti e me a monitorare sulla prosecuzione, vi inserisco anche un articolo dello spiffero che riporta alcuni approfondimenti sull’inaugurazione di sabato…stiamo veramente parlando di “spaccio solidale”?

progetto fondazione DARE

Progetto e budget Fondazione DARE

Spaccio solidale (con denaro pubblico)

Pubblicato Lunedì 14 Novembre 2011, ore 14,42

Bragantini, Lo Russo, Stara e Curti all’inaugurazione di un negozio politically correct pagato coi soldi dei contribuenti. Ma il progetto, ancora monco, scatena polemiche

Una inaugurazione in pompa magna con relativa sfilata di politici locali per un avvenimento piccolo piccolo. Sabato scorso c’è stata l’apertura del Punto Vendita Solidale, gestito dalla fondazione Dare in collaborazione con Agrisocialcoop. Il progetto è stato reso possibile grazie alla concessione dei locali comunali di via De Canal 35 a prezzo agevolatissimo, con uno sconticino del 90% rispetto al valore di mercato. Non basta: la meritevole iniziativa è stata finanziata con le risorse di Urban 2, per un importo di 120 mila euro e prevede (come da delibera del 6 dicembre 2010) tre fondamentali finalità: il sostegno al reddito delle famiglie attraverso la vendita di prodotti agroalimentari di qualità a prezzi inferiori a quelli medi (Punto vendita solidale), la distribuzione gratuita (Centro di redistribuzione sociale) di prodotti invenduti e di prossima scadenza ceduti dalla grande distribuzione e, infine, il sostegno e la valorizzazione delle opportunità formative e lavorative dei giovani diversamente abili e più in generale in stato di disagio.

 

Un enfatico comunicato stampa ha annunciato l’avvio di tutte queste attività, ma in realtà, come raccontano alcuni presenti, è stato solo tagliato il nastro di un normalissimo negozio di generi alimentari di marche conosciute, a prezzi di mercato, se non addirittura più alti. Nessuna traccia del resto. Nonostante le attività sociali del progetto non partiranno che tra svariati mesi, sabato all’inaugurazione di questa bottega pagata con i soldi pubblici provenienti da un progetto europeo hanno presenziato, l’assessore alla chiacchiera Ilda Curti, il consigliere regionale Andrea Stara (ex presidente della Circoscrizione II, vero patron dell’iniziativa), la segretaria provinciale del Pd, e fidanzata di quest’ultimo, Paola Bragantini (che alla conferenza mattutina sul futuro di Torino Ovest si era data per malata) e il capogruppo Pd in Sala Rossa Stefano Lo Russo.

 

Una parata di autorità per quello che al momento non è altro che un piccolo e banale negozietto. Da notare che all’ingresso della manifestazione era comunicato che si sarebbe potuto partecipare solo con invito. Sembra che il consiglio di circoscrizione e la nuova giunta non lo abbiano ricevuto, forse per una svista. Forse. Ma le polemiche avvampano.