Vi racconto una pratica che a quanto sembra è abbastanza normale in consiglio comunale, ma…
Riflessioni sull’Agenzia dei Servizi Pubblici Locali
Provo a fare alcune riflessioni sul tema dell’Agenzia dei Servizi Pubblici Locali, questo organo del Comune di Torino (questa la pagina web) con il seguente ruolo, come recita il sito web stesso: “viene istituita dal Consiglio Comunale il 17 marzo 1997 come strumento di supporto agli organi comunali nell’esercizio delle funzioni di indirizzo e controllo sui servizi pubblici locali a rilevanza economica e, previo specifico mandato, anche sui servizi privi di tale rilevanza. In questo ambito l’Agenzia per i servizi pubblici locali predispone annualmente una relazione tecnico-finanziaria e sull’operatività dei gestori dei servizi, rileva periodicamente il grado di soddisfazione dei cittadini, esprime pareri al consiglio comunale e, su sua richiesta effettua indagini e ricerche specifiche.” Sul sito web trovate molte informazioni in più, ma potrete notare il fatto che manca la relazione dello scorso anno, tutto si ferma al 2010.
A fronte di quanto riportato e per evitare che anche questo sia il solito luogo dove posizionare e pagare (è previsto un gettone di presenza per i componenti del CdA) personaggi voluti dalla politica anche in una logica di spartizione di posizioni, provo a fare alcune riflessioni utilizzando anche le elaborazioni del consigliere comunale Guido Alunno (che trovate al fondo dell’articolo) che mi vedono completamente d’accordo e che probabilmente ci porteranno ad astenerci dalla votazione che definirà i nominativi dei componenti del CdA.
Per sgombrare subito il campo da eventuali considerazioni, preciso che iniziano già a girare nominativi e si stanno iniziando a definire delle convergenze sui nomi, il problema non è che non ho potuto esprimere i nomi oppure che i nomi evidenziati non mi sembrino adeguati come competenze, il problema vero per me è che dobbiamo iniziare a renderci conto che in un tempo di restrizioni economiche è sempre più necessario preservare in modo adeguato le strutture fondamentali della democrazia piuttosto che disperdere risorse in mille “rivoli”…ad esempio preferisco ragionare approfonditamente per continuare a dare importanza al ruolo delle Circoscrizioni e alle opportunità di partecipazione, piuttosto che sprecare anche poche risorse che potrebbero essere ottimizzate.
Avete ulteriori info sul ruolo dell’agenzia per cui varrebbe la pena mantenerla? Provate a leggere le nostre proposte…
Dalle riflessioni di Guido:
Senza sminuire il valore dello strumento che da dieci anni svolge compiti ausiliari a servizio del Consiglio Comunale, occorra una seria riflessione sulla necessità che la guida dell’Agenzia sia delegata a un organo di nomina consiliare.
La struttura operativa dell’Agenzia è formata da dipendenti comunali che svolgono “l’ordinaria amministrazione”, mentre le questioni più complesse sono affidate a consulenti esterni che credo rappresentino l’unica voce di spesa dell’ente accanto ai costi degli amministratori.
Ecco le mie considerazioni:
Perché delegare a un soggetto di secondo livello compiti che potrebbero essere direttamente gestiti da chi ne ha competenza (il Consiglio Comunale)? L’unica ragione che intravedo sta nella competenza specifica che potrebbe permettere ai membri nominati di svolgere in tutto o in larga parte i compiti oggi affidati all’esterno (con il che si giustificherebbero anche i compensi riconosciuti, in quanto legati a un’attività professionale e a una conseguente riduzione di spesa per consulenze)
Riappropriandosi della gestione diretta dell’Agenzia invece, ponendola in capo alla conferenza dei Capigruppo o a una commissione (ordinaria o speciale che sia) si rilancerebbero l’attività e il ruolo di un Consiglio che tutti lamentiamo spesso essere troppo marginale rispetto agli indirizzi e alle politiche di questa città.
Non mi pare sostenibile, per contro, l’opzione per una guida “politica” dell’Agenzia delegata a membri eletti dal Consiglio. Rinunciamo contemporaneamente alla professionalità e all’assunzione diretta del nostro compito di indirizzo e controllo. Peraltro la votazione in Consiglio dei membri dell’Agenzia non può che riprodurre gli equilibri tra maggioranza e minoranza consiliare con l’unica differenza, acuita con la riduzione da 8 a 5 dei suoi membri, di escludere dalla gestione del tema i gruppi più piccoli che non vi trovano rappresentanza.
Infine, per quel che ho compreso della storia dell’Agenzia, ritengo che oggi questa modifica non si configurerebbe come un disinvestimento su compiti e ruolo da essa svolti. Proprio il lavoro svolto (per i quali era probabilmente necessario un pool specifico e dedicato) ha consolidato l’autorevolezza e il riconoscimento dell’Agenzia, permettendoci oggi di modificarne la struttura gestionale senza limitarne le potenzialità.
Le riflessioni proposte sfiorano solo il tema economico, che invece credo che rafforzi ulteriormente le convinzioni espresse. La drammatica situazione finanziaria del Comune ci costringe a tagliare tutto ciò che non è assolutamente necessario e in un ordine di priorità, immaginando la contrazione di servizi a cui andiamo incontro, credo che mantenere inalterata la capacità di azione dell’Agenzia azzerando i costi degli amministratori sia una scelta coraggiosa e sostenibile.