Adesione della Città di Torino all’associazione Città della Fraternità

Riporto il mio intervento fatto nel Consiglio Comunale del 7/5/12 sull’adesione di Torino all’associazione Città della Fraternità (una associazione nata da una idea di Chiara Lubich), ho redatto personalmente la Mozione citta della fraternita insieme a Guido Alunno e poi abbiamo coinvolto Paolo Greco Lucchina e Silvio Magliano del PdL per cercare di far in modo che la mozione fosse approvata in modo “bipartisan”.

Non voglio agiungere molto in questo articolo oltre alla mozione presentata ed al mio intervento, ma faccio alcune considerazioni:
– la mozione è stata votata da maggioranza ed opposizione sen con un po’ di astenuti, ma sembra che le astensioni fossero volute, il motivo? Non lo so precisamente, ma sembra che la parola fraternità richiami troppo dei valori cristiani che rischiano di essere distanti da alcune visioni politiche, sia dentro la maggioranza che dentro l’opposizione
– durante la votazione e la discussione della mozione il disinteresse in consiglio era pressochè completo, ma è mai possibile che a volte facciamo discussioni animatissime su come si può spalare la neve e su come avremmo potuto prevenire i problemi del traffico, ma quando si parla di riflessioni profonde che animano il nostro agire politico l’attenzione cala quasi completamente? Forse è uno dei classici casi dove le cose urgenti prendono il sopravvento sulle cose importanti, ma credo che se ogni tanto usassimo le nostre riunioni per ragionare sui valori piuttosto che scaldarci su posizioni di potere e spartizione di consigli di amministrazione potrebbe essere interessante…
– la politica è una “schiacciasassi” che mette tutto sullo stesso piano senza differenza di valori, tutto è comparsa e spesso si presta più attenzione e cura al comunicato stampa piuttosto che alla riflessione che ci sta dietro. Mi attiverò affinchè al di là del voto ci possano essere momenti di riflessione e discussione all’interno delle attività delle commissioni sul tema che ha caratterizzato la mozione
– elemento positivo: ho trovato interesse, disponibilità e volontà di costruire insieme da una persona dell’opposizione che inaspettatamente ha lavorato per diffondere la mozione anche dalla sua parte…

Qui di seguito il mio intervento in Consiglio:

Voglio aprire questo mio intervento come firmatario di questa mozione sulla adesione alla città della fraternità con alcune delle parole che Chiara Lubich pronunciò il 2 giugno 2002 (10 anni fa) durante la consegna della cittadinanza onoraria del Comune di Torino.
«La ”cittadinanza” si fonda sulla politica – aveva detto nel 2002 – e il fine stesso della politica è di realizzare condizioni di ”cittadinanza” sempre più piene per tutte le persone. Proprio perché la realtà comune che fonda la politica e la cittadinanza è la fraternità ossia il riconoscere l’eguaglianza di sostanza e di diritti in ogni uomo e donna del pianeta. Dei principi della Rivoluzione francese la fraternità è forse quello più misconosciuto e meno applicato. Stupisce che, mentre la libertà e l’uguaglianza hanno conosciuto un notevole sviluppo dottrinale e hanno trovato parziale applicazione nelle Costituzioni e nelle leggi di molti Stati democratici, alla fraternità non sia spesso riconosciuta la dignità che le è propria: quella di categoria politica fondamentale, senza la quale neppure le altre possono trovare espressione».
e ancora sull’agire politico nel suo discorso aggiunse un invito che riprendo innanzitutto per me e per tutti i componenti di questo Consiglio Comunale:
“il politico è colui che abbraccia le divisioni, le spaccature, le ferite della propria gente, per trovare le soluzioni, per ricomporle in unità. E’ questo il prezzo della fraternità che è richiesto al politico: prezzo altissimo, come è altissima la sua vocazione. Ma altissimo è anche il premio.”
Io penso che nella “lezione” di Chiara Lubich e nella scelta che oggi possiamo fare di trasformare Torino in città della Fraternità c’è però anche altro: c’è l’invito, a considerare senza paura né pregiudizio, la via della politica come una strada “alta” per vivere la carità. C’è l’invito a uscire, a “farsi vedere”, per essere punto di riferimento, segnale di speranza, soprattutto in questi tempi dove la speranza sembra venir meno. “Auguro che Torino – disse Chiara Lubich alla presenza di oltre duemila persone il 2 giugno del 2002 – diventi la capitale della fraternità”.
Credo che la mozione che ci apprestiamo a votare, nasca dalla condivisione dei partiti di riferimento di entrambi gli schieramenti di questo consiglio (mi fa piacere ringraziare il collega Paolo Greco Lucchina per essersene fatto promotore per la sua parte) e possa inoltre assumere il suo vero significato se l’intero Consiglio Comunale la approverà all’ UNANIMITA’ dimostrando che oltre all’agone politico ci sono comunque valori di riferimento comuni ed imprescindibili che caratterizzano il nostro agire.
Penso inoltre, e lo richiedo ufficialmente al presidente della V commissione, sia indispensabile, oltre all’atto formale del voto, dedicare un opportuno approfondimento al tema all’interno della commissione consigliare per riflettere e confrontarci insieme, anche con i referenti dell’associazione, sul significato dell’associazione e sulle azioni concrete che possiamo fare per dare vitalità alla mozione che stiamo per votare.