Il mio voto di astensione sulla Continassa (cittadella Juve)

I giornali hanno speso un bel po’ di parole in questa settimana sul voto del Consiglio Comunale sulla Continassa. Il mio nome, assieme a quello di altri consiglieri del PD, compariva tra i ribelli, tra i renziani della sala rossa, tra i garigliani, tra gli scontenti…insomma un po’ di appellativi per spostare il motivo del nostro disappunto sulla delibera.

La giornata di lunedì scorso è stata ricca di eventi e si apre con la riunione del nostro gruppo che vede anche la partecipazione del sindaco, durante la riunione io e gli altri tre consiglieri presenti abbiamo esplicitato al sindaco le motivazioni per cui il nostro voto sarebbe stato contrario (trovate sotto la mia dichiarazione di voto in Consiglio, che è quanto ho esplicitato davanti al sindaco). Dopo questo primo incontro e ancora prima del Consiglio comunale abbiamo ancora avuto un incontro ristretto con il sindaco (eravamo in 4, sindaco compreso), per approfondire le nostre motivazioni e per arrivare ad una eventuale mediazioni. Nell’incontro emerge la proposta di un nostro voto di astensione (non più contrario) per evitare strappi, ma nell’ottica di provare a ricostruire i rapporti tra la giunta ed il consiglio. Il nostro voto sarebbe stato di astensione, ma solo a fronte del fatto che il sindaco avrebbe dovuto dare un segnale nei confronti di quei consiglieri di maggioranza che hanno stravolto il testo della delibera. E’ grazie alla loro attenzione che si è riusciti ad arrivare ad un testo migliore che tenesse in conto degli interessi della città e non solo della Juventus. [precisazione: uno degli elementi più discordanti era che il protocollo di intesa tra città e Juve fosse stato stilato a fronte di una offerta economica fissata dal compratore (la Juve) e non dal venditore (il Comune) che non aveva ancora avuto modo di fare le proprie perizie]

Noi abbiamo fatto la nostra parte ed abbiamo deciso di astenerci, io ho riportato, a grandi linee, le seguenti motivazioni nella dichiarazione di voto e sostengo che sia stata la scelta corretta, il tempo ci dirà il resto al di là degli appellativi…

“Non posso fare differenza tra la meta ed il percorso, perchè ritengo che il percorso con cui si arriva ad una meta sia parte integrante della meta stessa. Troppe volte in questa delibera abbiamo messo toppe che hanno portato il vestito ad essere completamente differente da quello che avevamo visto all’inizio. Non credo sia una questione del tempo dedicato al lavoro sulla delibera, perchè molti consiglieri ne hanno dedicato veramente molto, ma penso che sia importante la qualità del tempo che privilegia il confronto e il dialogo rispetto alla contrapposizione. In un tempo in cui abbiamo fatto e faremo scelte difficili per la nostra città o saremo in grado di costruire i percorsi insieme o rischiamo di perdere di vista il bene del nostro territorio.
Mi asterrò sulla votazione di questa delibera perchè mi trovo fortemente in difficoltà ad accettare i passaggi fatti, ma mi rendo conto dell’importanza di una azione riqualificante per un territorio che troppo spesso è stato lasciato ai margini della nostra città”

2 commenti

  • SteF

    Concordo, nessuno strappo ma prima di tutto si tutelano gli interessi del territorio, poi si valutano quelli del compratore che non devono usurpare l’area senza possibilità di una importante e lungimirante riqualificazione.

  • Davide

    Ciao Marco, per quanto riguarda invece il Filadelfia? Sulla stampa di qualche tempo fa, confermava l’intervento economico del comune (e della regione) per la realizzazione.

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