La Cascina Roccafranca in collaborazione con le altre otto Case del Quartiere di Torino ha…
Quartieri in rosso
I presidenti delle 10 circoscrizioni in allarme. Passoni: molti spendono male
da La Stampa – EMANUELA MINUCCI
Ieri, mentre i presidenti di circoscrizione si riunivano in vertice per parlare di decentramento – ma soprattutto di conti in rosso – all’assessore al Bilancio Gianguido Passoni, responsabile delle Finanze di Palazzo civico e quindi delle sue dieci circoscrizioni, fischiavano le orecchie. Sino al momento in cui non si è attaccato al cellulare per spiegare ai cronisti il suo punto di vista: «Non confondiamo le carte per favore. Imparino a spendere meno, diano meno contributi a pioggia. Comunque io non ci metto niente a spostare al capitolo manutenzione quei soldi che loro decidono di risparmiare su altre voci».
E’ molto più duro della collega Sestero, il responsabile dei conti del Comune che, con ogni probabilità, in questi giorni non sente altro che piagnistei alla disperata ricerca di qualche euro in più: «Ogni quartiere ha a disposizione un budget di circa un milione l’anno. E, per quanto riguarda il suolo pubblico la città non li lascia di certo soli perché dispone di una squadra centrale per gli interventi urgenti, che si aggiunge a quelle di Gtt, del verde pubblico e di Iride. Imparino davvero, questi presidenti, a risparmiare nell’elargizione di contributi a pioggia».
Intanto però, loro, i presidenti, dicono che con i conti attuali non ci stanno. E scendono anche nei dettagli. Se Guerrini spiegava ieri che con quella prima tranche di fondi «restituirà con ogni probabilità le chiavi della circoscrizione a luglio, il suo collega Maza (presidente uscente della 5) spiega che il suo quartiere – Borgo Vittoria, Lucento, Vallette – non ha mai avuto soldi sufficienti per dotare i marciapiedi dello scivolo per i disabili. E, aggiunge, «mentre via Rossini l’hanno rifatta cinque volte».
Lamentele anche da San Salvario, anche se più contenute. Qui il presidente della circoscrizione 8 rassicura che non restituirà mai le chiavi della circoscrizione, ma fa notare a Palazzo civico che oltre a non bastare mai i soldi, «sarebbe più opportuno che il Comune ci lasciasse occupare anche della manutenzione straordinaria oltre all’ordinaria». Spiega: «A volte rattoppare un buco è peggio che lasciarlo così com’è, anche perché magari una settimana dopo bisogna intervenire un metro più in là per un’altra toppa».
Secondo l’assessore al Suolo pubblico Maria Grazia Sestero questo è un percorso che si può tentare: «Non è facile, ma stiamo ragionando sull’argomento – ha spiegato ieri – anche per noi a volte risulterebbe più razionale che fosse la circoscrizione ad occuparsi di un intero marciapiede o di una strada».
Conti difficili anche per il presidente della circoscrizione più grande della città, la 6, guidata da Gigi Malaroda (Barriera di Milano, Villaretto, Barca Bertolla), 106 mila abitanti – più o meno quanti Novara – e 25 mila metri quadri di estensione. «Con il budget che abbiamo – spiegava ieri – riusciamo a malapena a riparare le buche più pericolose. E a chi ci attribuisce spese pazze posso rispondere che l’anno scorso non ci siamo nemmeno potuti permettere il lusso di spostare in via San Benigno una serie di vasi che ci impedivano di fare qualche parcheggio». Malaroda ha un budget mensile di 10 mila euro, 20 milioni di vecchie lire per il quartiere più grande di Torino e uno fra i più «usurati».
Ad ascoltare tutte queste lamentele ieri c’era anche il presidente dei presidenti di circoscrizione, Michele Paolino: «La situazione non è fra le più rosee – ha minimizzato – del resto tutti stanno facendo sacrifici anche a livello di giunta, mi pare…». Davanti a lui un allibito Massimo Guerrini che ha subito ribattuto: «Si vede che sei del Partito democratico: coperto e allineato. Io invece sono della Rosa nel Pugno e non ho timori a dire la mia». Del problema si parlerà nella prossima giunta. Tanto c’è tempo ancora qualche mese prima che il Centro restituisca – anche solo metaforicamente – le sue chiavi.