La valenza etica e politica della parola

Il 27 dicembre scorso ho avuto la possibilità di partecipare ad un momento di ritiro spirituale organizzate per persone impegnate in politica in Comune, Provincia e Regione. L’incontro è stato organizzato fuori dai riflettori (anche se qualcuno dei partecipanti deve aver “spifferato” la notizia) senza la presenza dei giornalisti per evitare “passerelle”, ma solo nell’otica di incontrarci e confrontarci insieme allla luce della Parola di Dio. E così è stato…l’intervento di Luciano Manicardi (monaco di Bose) sul tema della “parola” è stato illuminante, riporto qui sotto alcune riflessioni che ho apprezzato di più sia per la mia esperienza politica che per l’esperienza lavorativa, trovate l’intero intervento a questo link

“La parola è interprete della nostra anima”: quante volte con le parole che diciamo cerchiamo di manipolare le informazioni e la verità. La parola che diciamo è lo specchio dell’anima e più la manipoliamo e più stiamo manipolando noi stessi. Mi capita spesso sia sul lavoro che in politica vedere persone che cercano di manipolare la verità, nasconderla o ombreggiarla attraverso la parola, ma questo è solo perchè
“E’ nella manipolazione della parola che si manifesta il potere” e se si vuole usare il potere a proprio comodo la conseguenza è la manipolazione della parola. Quante volte ci è capitato di sentirci dire: ti dico questa cosa ma non dirla a nessuno, oppure, non dirla in questo modo…Questa è manipolazione, le persone vere hanno una parola semplice e non manipolata perchè quando “la parola esce dalla mia bocca non è più mia è degli altri ed una volta data non può essere ritirata”.

L’uso della parola è il modo di mantenere la propria promessa perchè “la promessa mantenuta crea spazi di fiducia”, mantenere la parola data è il metodo migliore per dimostrare il nostro impegno per l’altro e per il futuro. Il “linguaggio sapiente è quello dove il silenzio precede la parola, è quel linguaggio che sa essere creativo perchè vede la realtà sa rispondere con azioni”, quest’ultimo pensiero per chi come me ha fatto la GiOC, è la concretizzazione della revisione di vita: la parola creativa è quella che sa vedere ed agire…

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