la storia del Latte crudo in Circoscrizione2

latte crudoMolte persone mi chiedono notizie sul posizionamento della macchina del latte crudo e volentieri provo a riportarvi l’epopea…non fatevi ingannare dalla foto, è solo una simulazione, leggete e capirete…

– nel post di fine luglio vi scrivevo della presentazione della domanda da parte del produttore. La domanda è stata presentata a fine luglio, a fronte do numerose richieste dal comune di Torino ci hanno detto che mancava solo più uno dei tre pareri favorevoli
– a fine settembre sollecito per avere notizie e mi viene detto che mi avrebbero fatto sapere nella prima settimana di ottobre
– a inizio ottobre richiamo e mi dicono che ci sono ancora dei problemi, allora richiedo un incontro con l’assessorato al commercio, mi fissano l’incontro nella seconda metà di ottobre…
– all’incontro mi dicono: “vorremmo cercare di evitare di dare l’ok a iniziative di distributori su suolo pubblico perchè altrimenti potrebbe dare il via all’installazione di moltissimi distributori di caffè, merendine, ecc…su tutta Torino” ok dico io, mi pare una risposta sensata, MA NON POTEVATE DIRMELO IL GIORNO DOPO CHE LA PRESENTAZIONE DELLA DOMANDA? NON LO SAPEVATE GIA’? MI FATE ASPETTARE 3 MESI PER DIRMI UNA COSA CHE GIA’ SAPEVATE? … L’incontro prosegue e si trova una soluzione (un po’ all’italiana…) l’importante è che il distributore non sia su suolo del comune di Torino, poi si può fare quello che si vuole e quindi: il suolo dentro la cascina Giajone non è del comune di Torino e quindi basta fare una rientranza nel muro…da non crederci…
– contatto il produttore, gli parlo della rientranza e mi rendo conto che è  una “cretinata” allora gli propongo di fare una apertura nel muro vicino al portone e lui mi dice: “sì va bene!” Questo permetterebbe l’accesso al distributore attraverso l’apertura nel muro e le bottiglie potrebbero essere accessibili solo nell’orario di apertura della cascina
– attendo la proposta del distributore e mi inviano una proposta con un buco nel muro di 3 x 3 metri…AVEVO PARLATO DI UN BUCO, NON DI UNA VORAGINE!…chiedo un altro progetto…
– mi mandano una nuova proposta e il risultato lo trovate in foto, ora tutto dipende dal produttore e dai lavori sul muro, quanto tempo? 1 mese? boh..tanto succederà ancora qualcosa…

Un commento

  • la risposta dell’assessorato mi sembra sibillina, più che sensata.
    Se da un lato è vero che potrebbe crearsi una diffusione di questi distributori a macchia di leopardo e quindi rendere la soluzione peggiore del problema (mi riferisco all’impatto ambientale), dall’altro lato lascia liberi troppi interrogativi, soprattutto uno: ma l’assessore verso che soluzione propende? Faccio il diavoletto: non è che non vuole dare troppo risalto a questo progetto (più in generale alla distribuzione alla spina di latte e detersivi) per non andare contro le grandi catene commerciali?
    Per quanto riguarda la soluzione “hole in the wall” (buco nel muro) fai solo attenzione che l’edificio non sia vincolato dalla soprintendenza ai beni architettonici.

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