La parte silenziosa di FCA

Venerdì scorso con la commissione automotive abbiamo avuto la possibilità di visitare il World Class Manufacturing Development Center di FIAT (FCA). Il World Class Manufacturing (WCM) ha avuto lo scopo di uscire dal circolo vizioso del costo del lavoro per sostenere la competitività in modo diverso, riducendo gli sprechi, i tempi morti e le varie inefficienze nel funzionamento dello stabilimento e nella gestione delle risorse: riorganizzazione del lavoro come innovazione tecnologica.
Il WCM si basa su importanti e sfidanti principi: è basato sul costante e diffuso contributo delle persone che in azienda operano (non spinto dalla consulenza); è un modo di lavorare e non un progetto; si rinforza e si sviluppa con il coinvolgimento di tutti.

Il World Class Manufacturing partendo dallo stile della lean manufacturing giapponese, si pone l’obiettivo di raggiungere standard qualitativi di classe mondiale attaccando gli sprechi e le perdite di qualunque tipo, coinvolgendo tutte le persone che operano a qualunque livello dell’organizzazione e diffondendo e standardizzando i risultati raggiunti. Tanto per avere qualche esempio, è grazie al WCM che si sono potuti omogeneizzare gli stili di Fiat e Chrysler nella fusione, è grazie al WCM che è stato possibile produrre la panda a Pomigliano con costi paragonabili a quelli polacchi, nonostante il costo del lavoro notevolmente più alto in Italia, è grazie al WCM che negli stabilimenti migliori i lavoratori fanno circa 18-20 proposte procapite di miglioramento della produzione, è grazie al WCM che è cambiata la qualità del lavoro della catena di montaggio, è sul principio del WCM che ogni lavoratore può interrompere la catena di montaggio per formarsi ed approfondire insieme ad altri le azioni di miglioramento, è grazie al WCM che si stanno raggiungendo livelli di sicurezza che portano percentuali di infortuni prossime a zero, è il WCM il “cuore pulsante” della FIAT (FCA) del futuro e il luogo di sperimentazione, studio e formazione del WCM è a Torino, in c.so Settembrini. Molto probabilmente sarà il WCM ad esportare all’estero un nuovo modello di organizzazione del lavoro manifatturiero basato sulle esperienze approfondite a partire da Torino ormai da 10 anni. Eh sì, perchè è da ormai dieci anni che Fiat sta lavorando su questo sistema del quale solo oggi iniziano a vedersi dei risultati: partirà una academy torinese in collaborazione con il Politecnico.
Questo è il motivo per cui parlo di una parte silenziosa di FCA, perchè questo modello organizzativo sarà probabilmente il cuore del rilancio vero di Fiat e del territorio torinese sempre più orientato all’eccellenza, alla formazione ed al pensiero strategico più che alla produzione di massa, ma nessuno ne parla mai (se non qualche prof. universitario) perchè le vere rivoluzioni sono silenziose…

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