All'interno delle iniziative previste dal 24 maggio al 9 giugno nel palinsesto degli Smart City…
Città della condivisione?
Sharing Economy: perché realizzare una città della condivisione?
L’economia della condivisione, “sharing economy”, è stato il tema trattato durante la seduta della III Commissione Consiliare – Lavoro, Commercio e Artigianato, Formazione Professionale (Presidente Gianni Ventura) che si è svolta ieri pomeriggio a Palazzo Civico alla presenza anche degli assessori Enzo Lavolta e Claudio Lubatti.
Nel corso della Commissione sono intervenuti Lorenzo Brambille, co-fondatore di Collaboriamo.org e di Sharitaly e Marta Mainieri, autrice del libro “Collaboriamo! Come i social media ci aiutano a lavorare e a vivere bene in tempo di crisi”.
“La sharing economy è un nuovo tipo di economia che valorizza le risorse esistenti – ha affermato Lorenzo Brambille – cercando di fare il massimo utilizzo di ogni bene. Ne derivano tre principali benefici: economici, ambientali e sociali. Secondo i dati di questo autunno, oggi in Italia abbiamo 138 startup attive, con un trend in crescita”.
“Perché realizzare una città della condivisione?”: a questa domanda ha cercato di dare una risposta Marta Mainieri, portando come esempio alcuni casi. I benefici, come già ricordato da Lorenzo Brambille, sono molteplici e vanno dalla realizzazione di nuovi servizi alla creazione di nuove opportunità di lavoro, dalla possibilità di liberare la creatività delle persone, allo sviluppo dell’innovazione, senza dimenticare un importante aspetto sociale: favorire l’inclusione.
Secondo il sindaco di Seoul, Park Won-soon, “domanda di assistenza sociale, problemi ambientali e la mancanza di posti di lavoro sono in aumento, ma è dura rispondere a queste esigenze a causa del budget limitato e della mancanza di risorse. La continua urbanizzazione ha fatto perdere il senso di spirito comunitario e il consumo eccessivo ha provocato l’esaurimento delle risorse e inquinamento. Seoul vuole provare a risolvere i problemi economici, sociali e ambientali con un nuovo modo, la condivisione”.
Lo scorso novembre la Città di Milano ha indetto una consultazione pubblica per definire le linee di indirizzo sulla sharing economy e a dicembre la Giunta Comunale ha approvato la deliberazione sulla Sharing Economy con l’obiettivo di trasformare la città “in una vera Sharing City”.
“Fare dei ragionamenti su questi argomenti significa essere aperti all’innovazione – ha detto il Consigliere Marco Muzzarelli – oggi si stanno creando nuove opportunità intorno alla sharing economy; il consumo collaborativo è reso possibile dalla tecnologia che facilita i contatti tra le persone che possono così mettere a disposizione l’eccesso di beni. Queste iniziative possono offrire opportunità di innovazione anche per la nostra città”.
“Che cosa può fare Torino in tema di sharing economy?”.
Secondo Lorenzo Brambille e Marta Mainieri dovrebbero essere creati innanzitutto strumenti di governance capaci di definire una strategia, implementarla e connetterla a livello nazionale e internazionale. “Partendo dall’esistente, occorrerebbe mappare che cosa è già presente, cosa manca, identificare gli interlocutori, ascoltarli e capirne le esigenze – hanno spiegato Brambille e Mainieri – sostenere le piattaforme digitali, ma anche i progetti offline attraverso un piano di investimenti e di formazione; facilitare la creazione di nuovi servizi; connettere i progetti con gli interlocutori tradizionali (aziende, enti non profit) per favorire la contaminazione; connettere i progetti con interlocutori nazionali e internazionali. Regolare è importante, ma senza “soffocare”.
Ci sono inoltre altri due aspetti da tenere in considerazione: la formazione e la comunicazione. “È fondamentale formare gli operatori tradizionali, le imprese del non profit, gli operatori delle pubbliche amministrazioni, i giovani, i cittadini sulle opportunità offerte dalla sharing economy con linguaggi e format differenti. Infine, si può favorire l’intero processo con una campagna di comunicazione capace di trasferire i valori della collaborazione e di mostrare l’impegno dell’amministrazione nel promuoverli. Pensare a fiere, eventi, mostre sul tema della collaborazione anche promossi dai cittadini”.
“Dobbiamo interrogarci sul modo in cui pensiamo di rispondere ai bisogni di una società che cambia e che mette sempre più in campo beni relazionabili non misurabili l’economia collaborativa può rispondere a bisogni sociali oltre che a quelli economici. Facciamo un ragionamento culturale: il mondo sta andando in quella direzione; oggi la tecnologia ci permette di essere nel mondo e di diventare soggetti economicamente rilevanti e in grado di porsi in concorrenza con altri. Se davvero la qualità della vita in città può essere elevata senza la necessità di comprare beni e servizi, allora l’Amministrazione deve attivarsi per gestire questi nuovi processi”.
“Dobbiamo riflettere sulla trasformazione del ruolo dell’Amministratore che è passato da erogatore di servizi a facilitatore e regolatore di servizi la sharing economy può favorire la creazione di un ecosistema all’interno del quale realizzare nuove opportunità di occupazione e di innovazione”.