Lavoro e disabilità visiva

All’interno delle Commissioni Pari opportunità, Lavoro e Sanità abbiamo incontrato  due referenti del progetto D.A.P.A.R.I., Anna Capietto (docente del Dipartimento di matematica dell’Università di Torino) ed Ester Tornavacca (Reale Mutua Assicurazioni). Il progetto D.A.P.A.R.I., ha lo scopo di accompagnare i disabili visivi dalla loro formazione scolastica e universitaria sino all’inserimento in un ambiente lavorativo.
Per chi è portatore di visibilità l’opportunità di studiare e lavorare è spesso compromessa dalla carenza di strumentazioni che permettano un percorso di formazione, soprattutto scientifico, e che rispondano a esigenze aziendali sempre più pressanti. Già perchè esistono molti software per la lettura di documenti di testo, ma pochi sono in grado di leggere ed interpretare formule matematiche. Da tempo i disabili visivi vogliono andare oltre i lavori tradizionalmente loro attribuiti, come il/la centralinista, e le aziende si rendono conto di come le competenze del personale qualificato vadano utilizzate, al di là della disabilità. Di qui, la collaborazione tra due Dipartimenti dell’Università (Matematica e Scienze Economico Sociali/Matematico Statistiche) e la Reale Mutua, per arrivare a creare un polo di consulenza e formazione rivolto sia alle persone con disabilità, sia alle aziende.
Mentre il Dipartimento di Matematica sta sperimentando nuovi software dedicati proprio allo studio di materie scientifiche da parte di studenti disabili, quello di Scienze Economico Sociali/Matematico Statistiche, lavora su elementi di analisi sociologica e di sensibilizzazione riguardanti l’inserimento di persone diversamente abili in contesti lavorativi. Reale Mutua, da parte propria, si è resa disponibile a testare nella propria struttura aziendale l’efficienza della strumentazione che si sta valutando in ambito universitario. L’illustrazione del progetto ha riscosso molto interesse non solo per gli aspetti della creazione di nuove opportunità per i disabili, ma soprattutto perchè si portano le aziende ad utilizzare le competenze dei disabili al di là degli obblighi di legge imposti dalla legge 68. Nella commissione abbiamo definito con D.A.P.A.R.I la possibilità di supportare le iniziative del centro di ricerca facendosi anche promotori presso altre istituzioni. Non so se si troveranno i soldi per farlo ma penso che sia importante partire dal diffondere l’interessante iniziativa, unica su tutto il livello nazionale.

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