Futuro anteriore. Un paese per giovani?

Che l’Italia non fosse un paese per giovani lo si era intuito da tempo. Ora arriva a certificarlo anche il rapporto povertà 2017 di Caritas Italiana. La ricerca Futuro Anteriore. Rapporto su povertà giovanili ed esclusione sociale in Italia, rappresenta un paese bloccato, in cui i figli stanno peggio dei genitori; i nipoti peggio dei nonni e i giovani diventano autonomi in età sempre più avanzata. La famiglia è stata per troppo tempo un ammortizzatore sociale stressato dall’assenza di politiche pubbliche e che oggi risulta “spompato”, sempre più incapace di assolvere quel ruolo di supplenza che impropriamente le è stato attribuito.
I dati raccolti da Caritas Italiana, mescolando indagini statistiche e osservazioni sul campo, dicono che nel nostro paese un giovane su 10 vive in uno stato di povertà assoluta. Una situazione grave precipitata negli ultimi 10 anni. Nel 2007, chi si trovava in questa situazione, nella stessa fascia di età, era appena uno su 50. Ma in questo decennio se l’incidenza della povertà tra i giovani (tra i 18 e i 34 anni) è passata dall’1.9% al 10.4%, è diminuita tra gli over 65 (dal 4,8% al 3,9%).
Detto diversamente, nella stessa famiglia il figlio trentenne non ha trovato lavoro ed è rimasto a casa con mamma e papà che nel frattempo hanno raggiunto la pensione. Per i giovani che hanno scelto di farsi una famiglia propria è andata ancor peggio. Il risultato è che non solo crescono gli under 40 poveri ma aumentano anche i minori in stato di indigenza che sono i figli dei primi.

Il dato che mi pare però più importante far emergere è quello relativo all’ “indice di divario generazionale” (sviluppato dalla Fondazione Bruno Visentini) che, attraverso 26 diversi indicatori (afferenti a reddito, occupazione, abitazione, educazione, salute, ambiente), consente di misurare gli ostacoli economici e sociali che impediscono oggi ad un giovane di diventare autonomo (proiettando l’analisi fino al 2030). L’esito di tale complesso studio permette di attestare che se un giovane nel 2004 impiegava 10 anni per costruirsi una vita indipendente, nel 2020 ne impiegherà 18, nel 2030 addirittura 28 (diventando autonomo quasi a cinquant’anni).
Gli ostacoli che si frappongono ad una piena realizzazione dei progetti di vita dei giovani d’oggi sono decisamente aumentati (ed aumenteranno ulteriormente) rispetto a quelli che dovevano superare le generazioni precedenti.
Gli effetti della stagnazione economica, dei bassi livelli di crescita economica e delle scarse opportunità occupazionali stanno penalizzando soprattutto le nuove generazioni.
A pesare maggiormente sono una serie di difficoltà oggettive: lavoro, reddito e accesso alla casa. I cosiddetti Millennials, nati tra gli anni Ottanta e gli anni Duemila, si trovano oggi a costruire il proprio futuro in un contesto di particolare difficoltà e di crescente incertezza; contrariamente a quanto è avvenuto per i baby boomers figli del boom economico e della crescita industriale, proiettati verso una mobilità per lo più ascendente, e che oggi sembrano dominare in termini di ricchezza e di reddito medio, approdando
ad una vecchiaia da “silver boomers”.

I dati che emergono non sono esaltanti ed ho provato a radunarli in questa presentazione che mi hanno richiesto di fare in una parrocchia torinese (la trovate allegata). Ma credo che in questo inizio anno non si possa non tener conto di questo “futuro possibile” sul quale lavorare affinchè non si trasformi in realtà.

Da un lato vedo una azione politica necessaria per costruire un “Legge Quadro sulla questione giovanile” per mettere al centro dell’agenda politica il tema; dall’altro continuare a lavorare sulle politiche di Garanzia Giovani utilizzando in modo sempre più forte lo strumento della formazione professionale, con la sua evoluzione verso il sistema duale, che sta diventando sempre di più una opportunità per inserire i giovani nel mondo del lavoro per favorirne l’autonomia e, in ultima analisi, analizzare le cause che appartengono a noi adulti che siamo chiamati a rendere conto di ciò che avremo fatto affinchè i nostri giovani possano avere un futuro comunque migliore di quello che abbiamo avuto noi.

20171210 – Rischi e Opportunità attorno ai giovani ed al lavoro

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