Giovani lavoro e futuro…riflessioni sparse…

mi è stato richiesto di scrivere un articolo di approfondimento sul tema dei giovani, del lavoro e delle prospettive future…lo pubblico anche sul mio blog, magari possono scaturire interessanti riflessioni…

Sembra che la palma da dattero cominci a fruttificare a partire dal terzo anno d’età e può vivere oltre i trecento anni; un detto africano dice infatti che chi pianta semi di dattero probabilmente non ne mangerà i frutti…

Quando guardo uno dei nostri ragazzi della formazione professionale che mi offre un caffé fatto da lui o che prova a scaldare il latte per fare il miglior cappuccino per il suo direttore penso che “ogni giovane lavoratore vale più di tutto l’oro del mondo” penso che alcuni ragazzi che passano dai nostri centri di formazione, un po’ casinisti e spesso scartati dai percorsi delle scuole superiori, sono veramente il dono che la vita ci ha dato per farci capire quanto il lavoro possa essere la grande opportunità per i giovani e per l’uomo per continuare l’opera creatrice di Dio…
Spesso si dice che i giovani non hanno più tanta voglia di lavorare e sono disillusi del mondo, probabilmente c’é anche qualcosa di vero, ma forse é più importante chiedersi in che misura il mondo degli adulti prepara gli spazi per i propri giovani. In che misura stiamo costruendo un mondo migliore per tutti coloro che, giovani compresi, sono le attuali categorie deboli?
Quante volte, anche nella formazione o educazione dei nostri ragazzi, le nostre azioni mirano a dare un “prodotto chiavi in mano”, togliendo loro le opportunità di creare ed inventare ciò che un adulto non avrebbe mai pensato? Spesso gli adulti rischiano di essere coloro che sanno già tutto del futuro e di ciò che aspetta i giovani che li circondano. Spesso non ci rendiamo conto che negli occhi dei nostri ragazzi si cela la volontà e la speranza di cambiare il mondo e forse, quella stessa voglia che potrebbero avere gli adulti, non può che realizzarsi attraverso gli occhi e le azioni dei nostri giovani.
Quello che vorrei esprimere è il fatto che non si può pensare che i giovani possano avere una interessante aspettativa dal futuro se gli adulti non li aiutano ad averne una, non possiamo nasconderci dietro al fatto che una volta i giovani erano più appassionati o che erano più attivi, i giovani di oggi sono lo specchio del tempo che altri adulti hanno creato per loro.
E noi adulti? Siamo parte del tempo che vivono gli stessi giovani con cui abbiamo a che fare e forse dovremmo renderci conto che nessuno meglio dei giovani sa interpretare il tempo che stiamo vivendo, a noi sta il ruolo di utilizzare le loro lenti per poter osservare il tempo presente e costruire un futuro migliore di quello che ci è stato donato.
Insomma, temo che spesso la svogliatezza e la scarsa intraprendenza e proattività dei nostri ragazzi sia spesso il frutto di una scarsa fiducia da parte del mondo degli adulti nei loro confronti e nei confronti del tempo futuro.
Nella formazione professionale ho spesso l’occasione di incontrare giovani che hanno una speranza per il futuro, molti di loro guardano avanti e hanno sogni, sogni importanti, alcuni hanno voglia di mettersi in gioco aprendo la loro piccola attività, in molti pensano di potersi costruire una famiglia ed avere un lavoro importante per poterla mantenere. Il lavoro viene ancora visto da loro come la grande opportunità e questo mi fa pensare al fatto che i nostri ragazzi si rendano conto di quanto il lavoro sia una occasione per costruire il loro futuro ed il futuro di chi gli sta accanto. Se i giovani vedono ancora nel lavoro una opportunità, a noi non resta che trasmettere loro una visione appassionante del futuro, facendo percepire che è possibile trasformare e migliorare il tempo che li circonda.

La nostra azione non è facile, ma penso che nella formazione, come in tanti ruoli educativi risulta sempre più importante lavorare con la mentalità del coltivatore di datteri, il lavoro fatto con i giovani oggi, potrà portare frutti solo dopo molti anni e probabilmente chi “semina” con i giovani oggi non sarà la persona in grado di vederne i frutti…

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