Ripensiamo il Trasporto Pubblico

Nella scorsa settimana abbiamo approfondito la propostoa di riorganizzazione delle linee di trasporto pubblico della GTT. Insieme ad alcuni consiglieri del PD stiamo facendo pressione affinchè entro la fine dell’anno si possano avere dei trasporti più efficienti e più rapidi. Quali sono le caratteristiche della riorganizzazione del trasporto proposte dalla prof. Pronello del Politecnico? Faccio un rapido riassunto ripescando da alcuni articoli comparsi sul giornale. Nei prossimi giorni e a partire da settembre avremo nuovi riscontri.

Innanzitutto dimenticatevi le linee lunghe dieci, dodici, quindici chilometri, che dalla periferia convergono in centro come una raggiera: una su tutte il 5, che da Orbassano annaspa fino a piazza Arbarello impiegando più di un’ora per 14 chilometri. Non sarà più così. Solo poche linee attraverseranno la città in lungo e in largo, le cosiddette “linee forti”. Le altre rimarranno circoscritte in quadranti, quartieri, zone.

In periferia ci saranno linee deboli che faranno capolinea in «nodi di interscambio» dove i passeggeri, anche quelli da Orbassano, scenderanno dal bus e cambieranno con una «linea forte» oppure con il metrò o la ferrovia metropolitana. Tutta la rete dei trasporti sarà riorganizzata secondo questo nuovo criterio, portando dopo più di trent’anni all’abbandono del «sistema radiale» risalente alla «griglia di Rolando», l’assessore che la partorì nel 1982.

Il piano è pronto, come dicevo, e vorremmo che venisse messo in pratica entro la fine dell’anno.

Ridurre semplicemente la frequenza dei passaggi non è sufficiente, così si è studiato la domanda attuale e il modo per poterla intercettare meglio. La nuova rete è stata tarata per macinare 44 milioni di chilometri all’anno, risultato dei dolorosi tagli degli ultimi tre anni ai fondi nazionalie regionali per il trasporto pubblico: si è partiti con 52,7 milioni e siè arrivati oggia circa 45.E non tiene ancora conto del taglio di 12 milioni prospettato il 2014 che vorrà dire scendere ancora, a 41 milioni.

Chi ha pensato la nuova rete ha però messo a punto un sistema «modulare» su cui si può intervenire di volta in volta per diminuire o aumentare la quantità del servizio.

Ci saranno meno fermate che saranno totalmente riviste per accelerare i tempi. Non ci sono soldi per farne di nuove o per spostarle, quindi tra quelle esistenti molte saranno soppresse. A Torino spesso le distanze tra uno stop e l’altro sono, secondo l’azienda, troppo ravvicinate: anche il 4, che dovrebbe essere una delle linee più veloci, ha fermate ogni 200 metri, tali da fargli impiegare troppo tempo. Quindi si taglia.

Le “linee forti” avranno una frequenza elevata ma che varierà con le fasce orarie, tanto che per il 4 si ipotizza di allungarla di 2 minuti nei momenti non di punta. Le “morbide”, invece, una cadenza fissa, esempio: 16,20, 16,40, 17. Intervalli definiti e scritti, fermata per fermata, in modo che i passeggeri sappiano a che ora presentarsi.

2 commenti

  • marco

    Scusa, spiegami. Quali sarebbero quindi i miglioramenti? Meno €, meno linee, meno corse, meno fermate,… In effetti lo spieghi dopo. Bisogna comprarsi una bici!

    • admin

      Il miglioramento sta nel fatto che aumentando la velocità commerciale degli autobus è possibile percorrere percorsi analoghi in minor tempo oltre alla riduzione dei tempi di attesa alla fermata. E comunque comprarsi una bici non è male…

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