La spesa dei Torinesi

Mercoledì scorso è stata presentata in Commissione commercio una ricerca sui consumi del 2014 dei torinesi, da quanto emerge, sono tornati a essere quelli del 2004, sia per i non alimentari che gli alimentari. La ricerca – nata nel 1996 – è stata presentata da Guido Bolatto, segretario generale della Camera di Commercio di Torino. L’indagine fatta con la collaborazione di Confesercenti e Ascom, analizza i comportamenti di spesa di un campione annuale di 250 famiglie torinesi, distribuite secondo canoni socio-economici e per il numero di componenti, le coppie con o senza figli e i single.
A ogni famiglia è stato distribuito un libretto dove annotare le spese fatte quotidianamente e un questionario da compilare per gli acquisti di beni durevoli. Al contrario di quanto titolavano alcuni giornali negli ultimi giorni, la spesa al 31 dicembre 2013 è aumentata di poco rispetto al 2012 (50 euro al mese), ma inferiore della stessa cifra del 2004.
Le famiglie tagliano dove è possibile, nel tempo libero (soprattutto i viaggi), gli spettacoli e l’abbigliamento. Le spese per i prodotti non alimentari sono scese da 2.290 Euro nel 2008 a 1.844 nel 2013. Le spese alimentari sono invece leggermente cresciute: 297 euro nel 2008 fino ai 344 del 2013.
Il cambiamento di abitudini dei torinesi riflette i mutamenti della distribuzione commerciale, con l’aumento massiccio degli ipermercati e centri commerciali a discapito dei negozi ai quali eravamo abituati fino a 15 anni fa. Nel 2004 le macellerie erano 1000, oggi sono 300, così come le panetterie e i fruttivendoli hanno cambiato i loro prodotti vendendo sempre più merce di qualità superiore o più ricercata.
Alcune curiosità che emergono dalla ricerca e che ho avuto modo di approfondire sul Commercio Equo e Solidale; dalla ricerca emerge che negli ultimi quattro anni sono notevolmente diminuiti gli acquisti di prodotti del commercio equo e solidale. Altro elemento è che Torino si dimostra, in confronto con altre città del nord Italia, la città con la spesa minore anche rispetto ad altri capoluoghi piemontesi. Insomma la crisi si sta facendo sentire di più nella nostra città che in altre…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *