Il futuro della raccolta differenziata

Nelle scorse settimane abbiamo fatto un approfondimento sui costi della raccolta differenziata ed i costi del contratto di servizio dell’AMIAT. Il contratto di servizio è la cifra che la città di Torino versa ad AMIAT per la pulizia della città, la cifra di quest’ultimo anno ammonta a circa 162mil di euro; di questa cifra 30mil vanno in smaltimento, 131mil vanno in raccolta e spazzamento, 900mila vanno in servizi a richiesta.

Da quest’anno si è scelto di bloccare la cifra del contratto di servizio concordato con AMIAT e sulla base di questa cifra concordare i tempi con i quali riuscire ad arrivare alla raccolta differenziata del 50%. Il valore che si ottiene è il 2020 ossia per passare dal 43% di raccolta differenziata (il valore attuale) al 50% (il valore obiettivo) è necessario aspettare fino al 2020 a patto che tutti i risparmi ottenuti dalle azioni di efficientamento di AMIAT vengano investiti nella raccolta differenziata stessa, dal momento che il Comune manterrà costante il contratto di servizio.

Nelle immagini seguenti si può notare come sia aumentato negli anni il valore del contratto di servizio con un salto elevato nel 2009/10 a causa della chiusura della discarica (che in realtà portava a degli ingressi economici per la città); la seconda immagine riporta l’incremento della raccolta differenziata. Quali prospettive avrà Torino su questo importante traguardo? L’aumento del 7% di raccolta differenziata nel giro di 5 anni è un valore plausibile?

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Un commento

  • Maurizio Crozzoli

    Giusto ieri, scorrendo tra i vecchi e-mail che non avevo ancora avuto il tempo di leggere, ho trovato il rilancio di una mailing list che segnala il seguente documento (che spero non sia tagliato dal sistema): http://www.rifiutizerotorino.it/images/Documenti/CONTARINA%20zero%20waste.pdf

    A commento vi si dice quanto segue.
    “La verità è che la raccolta differenziata Porta a Porta costa molto meno della raccolta tradizionale e crea nuova e stabile occupazione.

    Conti più precisi vengono dai bilanci di Contarina SpA, una società interamente pubblica che gestisce la raccolta dei materiali post consumo di Treviso ( 85.000 abitanti) e di altri 49 comuni della provincia trevigiana, per un totale di 554.000 abitanti.

    Nel 2014, i comuni serviti dal Consorzio hanno differenziato l’85% dei loro scarti e, udite udite, le famiglie hanno pagato questo servizio meno degli altri utenti, sia a livello nazionale che a confronto del nord Italia”

    Non voglio semplificare più del dovuto e capisco bene che Torino non è Treviso pur con la sua provincia (anche se questo spazio mi ci costringe e un confronto “de visu” aiuterebbe) ma certo mi sembra grave l’approccio ai problemi sempre e solo (o quasi) da un punto di vista economico: non vivo sulla luna e non mi sfugge certo che alla fine i conti devono tornare, ma condividiamo sicuramente l’approccio per cui alla base di tutto ci sono valori che riteniamo imprescindibili (salute, istruzione, ambiente) e da quelli bisognerebbe sempre partire per costruire la sostenibilità dei servizi che si vuole li garantiscano.

    Mi sembra che l’amministrazione pubblica, dal Comune allo Stato passando per la Regione, non si stia muovendo in questa direzione.

    Se poi mi si vuole far notare di aver fatto poco o nulla per cambiare le cose, con rammarico non posso che accettare la critica… ma il problema che pongo credo rimanga.

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