Accendiamo i riflettori sulle “periferie”

Parto da uno degli elementi emersi oggi nell’inaugurazione della sede del comitato per Fassino Sindaco. “la nostra intenzione è di continuare a riqualificare Torino quartiere per quartiere, a partire da quelli meno centrali”, mi piace l’idea di ripartire dalle periferie, non solo da un punto di vista della localizzazione territoriale o per una realtà economica e storica. Le periferie possono assumere in questo momento una caratterizzazione simbolica nella distribuzione delle risorse e delle opportunità.

Credo che oggi sia importante che la politica inizi a pensare alle periferie non solo per una dislocazione delle Circoscrizioni e da un punto di vista territoriale. Scegliere di partire dalle periferie per me oggi significa ripensare alle politiche della nostra città guardandole dal punto di vista delle “periferie sociali”, significa costruire il futuro di Torino scegliendo sempre lo sguardo degli “ultimi”. Saremo capaci a scegliere, in ogni contesto in cui saremo chiamati a progettare la Torino del domani, di dare la parola ai soggetti “periferici” prima che ai soggetti che stanno sempre al centro e che forse hanno numerose e maggiori opportunità per essere ascoltati?

Non si tratta solo di capire come distribuire le risorse in modo più equo per far sì che il centro di Torino sia trattato allo stesso modo dei territori più periferici, non si tratta solo di capire come far partire la sperimentazione delle luci a LED anche nelle strade di mirafiori sud…si tratta di usare un approccio che guarda alla città osservandola dal basso dando dignità innanzitutto a chi sta ai margini sociali del nostro territorio.

Questa mi sembra una bella prospettiva che non ha più come modello una sfera in cui ogni punto è equidistante dal centro e non vi sono differenze tra un punto e l’altro. Il modello nuovo è il poliedro, che riflette la confluenza di tutte le facce mantenendo la loro originalità.

Se saremo capaci di costruire Torino illuminando le “periferie” avremo anche costruito un nuovo modello di amministrazione…questa è la sfida…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *