Dal software libero al futuro dell’ecosistema digitale torinese

In questa settimana abbiamo avuto un interessante incontro ristretto per fare il punto sulla mozione per la diffusione del software libero all’interno dell’amministrazione pubblica. La mozione è stata presentata un paio di anni fa e vedeva come primi firmatari me e la consigliera Fosca Nomis. Il progetto è pronto e l’ipotesi di virtualizzazione di buona parte dei dispositivi degli uffici del Comune di Torino ha iniziato a diffondersi. Nell’idea progettuale è prevista la presenza di alcuni Thin Client con un costo notevolmente inferiore ad una normale macchina desktop. La proposta è di iniziare a migrare al software libero alcuni applicativi (mail, office, browser,…) per poi arrivare a sostituire il sistema operativo.
La virtualizzazione delle macchine aprirà a nuove possibilità per ciò che riguarda lo smart working, ma anche per operazioni tipo BYOD (Bring Your Own Device) in grado di connettere al sistema di rete interna anche dispositivi personali.
Il progetto descritto ha dato l’idea che il processo è evidentemente in stato avanzato, ma non solo, risulta evidente che il passaggio al software libero è l’opportunità per la creazione di un ecosistema di sviluppo diffuso all’interno del quale potranno agganciarsi più soggetti in grado di utilizzare dati e proporre applicativi per l’amministrazione. Una sorta di spazio di lavoro condiviso nel quale gli attori del settore digitale torinese possono connettersi e creare nuovi applicativi. Questa a mio parere è la vera idea innovativa che porterebbe Torino all’avanguardia della sperimentazione di sistemi digitali per la pubblica amministrazione.
Dall’incontro e dagli attori presenti risulta evidente la presenza di un tessuto fertile per lo sviluppo di sistemi digitali, è necessario però essere rapidi nello sviluppo per evitare che altri arrivino a sviluppare ciò che è stato pensato qui.
A fronte di queste elaborazioni di alto livello pensate perlopiù dal consorzio torinese del CSI penso sia sempre più importante interrogarsi innanzitutto sul futuro dell’ecosistema digitale torinese e sulle prospettive che si vogliano costruire. Il CSI è parte integrante di questo ecosistema, ma se si affronta la riflessione partendo dalle problematiche economiche mettendo al centro il futuro del CSI senza occuparsi dell’intero ecosistema si incorre in un errore grossolano che mette al centro le problematicità economiche senza guardare alle opportunità ed alle prospettive. Penso che questo sarà uno dei temi da affrontare con il nuovo governo della città.

Un primo riscontro e appuntamento vero sarà il coinvolgimento del Comune di Torino nel Linux Day di quest’autunno, è molto probabile che questo aprirà alla possibilità di interventi liberi della comunità Linux per i dipendenti del Comune di Torino.

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