Usare il LEGO per affrontare la complessità dinamica

Forse questo articolo potrà sembrare “off topic” ma ho deciso di pubblicarlo comunque perchè nell’esperienza che verrà descritta intravedo interessanti elementi per una migliore interpretazione della realtà ed una conseguente capacità innovativa per la costruzione del futuro.

Ho avuto la possibilità di mettere alla prova l’utilizzo della metodologia di LEGO Serious Play per migliorare i risultati di un incontro di verifica. Spesso le verifiche sono momenti importanti dove però l’interazione viene condivisa solo dal 20% delle persone che vi partecipano. In modo particolare nelle riunioni di lavoro si rischia che questo 20% condizioni l’andamento ed i contenuti dell’incontro solo perchè l’80% non viene coinvolto (o non si lascia coinvolgere). Questo articolo vuole essere uno stimolo per chi opera nel sociale e nelle imprese affinchè si possano continuamente cercare metodologie nuove per pensare ed agire. Questo articolo non vuole essere un invito all’utilizzo dei LEGO (di cui sono un appassionato) ma alcune riflessioni su una esperienza che ci ha portato ad un approccio nuovo alle problematiche che giornalmente viviamo nel nostro lavoro.

E’ proprio per i motivi riportati sopra che in un incontro di verifica finale con i miei colleghi ho proposto di utilizzare i mattoncini per costruire insieme le riflessioni che ci potevano permettere di analizzare l’anno passato e capire quali errori avremmo potuto evitare per l’anno successivo.

Alcune considerazioni sul metodo utilizzato: 1.la costruzione dei saperi può avvenire attraverso la costruzione di oggetti – 2.il pensiero concreto ha preso il sopravvento sul pensiero astratto – 3.l’utilizzo delle proprie mani ha facilitato l’innovazione della mente. 1.L’esperienza ci ha dato la possibilità concreta di accorgerci che attraverso ciò che abbiamo costruito (nel nostro caso si trattava di costruire un omino della LEGO utilizzando varie opzioni di oggetti e caratteristiche) abbiamo costruito il nostro sapere, riguardando le immagini degli omini costruiti e raccontati (ogni omino veniva raccontato ed era necessario spiegare perchè l’omino aveva certe caratteristiche ed era stato montato in quel modo) ognuno di noi saprà ricostruire le motivazioni: la mente non avrà bisogno di lunghe relazioni e testi, l’oggetto costruito costituisce il nostro sapere.

2.Molto spesso le verifiche rischiano di trasformarsi in un lungo lamento di tutto ciò che non funziona senza rendersi conto di ciò che funziona. Dare la possibilità di esprimersi utilizzando modelli e oggetti concreti evita lunghe digressioni e divagazioni o giri di parole per dire ciò che “si vorrebbe dire, ma che non si può dire”. Il pensiero concreto aiuta a focalizzarci su un oggetto e per sua natura a riportarci alle questioni concrete senza inutili astrazioni.

3.Da alcuni studi sull’evoluzione dell’uomo e dal lavoro di paleontologi  emerge che l’uso della mano per manipolare e costruire il mondo esterno non è solamente una delle caratteristiche peculiari dell’uomo, ma anche un modo originario con il quale costruisce la propria conoscenza del mondo. A questo proposito sembra che la comparsa dell’homo habilis rappresenti uno spartiacque importante nella storia evolutiva dell’uomo proprio perchè fu questa specie che iniziò a produrre attrezzi appositamente fabbricati per lo svolgimento di un dato compito e questo avvenne proprio grazie all’affermarsi nell’evoluzione di quello che viene definito “pollice opponibile”. Per chi lavora nella formazione professionale, spesso basata sulla capacità di apprendere attraverso l’opera delle proprie mani, risulta evidente quanto si possa imparare proprio dalle azioni concrete e dalla capacità di creare oggetti nuovi.

L’esigenza di dotarsi di strumenti nuovi per interpretare la realtà, analizzarla e trovare soluzioni è sempre più pressante negli ultimi tempi poichè molte organizzazioni oggi competono o collaborano nel contesto di sistemi adattivi complessi. In questi sistemi non si può prevedere, neppure a grandi linee, come una certa alterazione potrà modificare l’intero sistema. Nei sistemi semplici bastava analizzare le informazioni, ricondurle a categorie consolidate e reagire di conseguenza. Le best practices erano efficaci anche per affrontare le complessità. Oggi stiamo entrando in un’epoca caratterizzata da una complessità dinamica che risulta essere caratterizzata da una maggiore distanza fra causa ed effetto. Tutto ciò rende inadeguato l’apprendimento dall’esperienza e fa sorgere l’esigenza di apprendere dal futuro man mano che questo si rende attuale.

Conclusioni. Attraverso questo metodo ho visto le persone coinvolgersi, perchè sono state costrette a misurarsi con la costruzione di un oggetto, ognuno il suo, senza potersi chiamare fuori dal gruppo. Ho visto una maggiore libertà di espressione da un lato perchè nessuno può dirsi esperto di LEGO e dall’altro perchè in un modo o nell’altro tutti avevano usato i mattoncini in precedenza. Ulteriore elemento a favore della libertà di espressione è stata la metafora: chiunque si sentiva libero di esprimere il proprio pensiero perchè attraverso la metafora dell’omino nessuno si sarebbe sentito accusato in prima persona e l’ascolto dell’intervento veniva edulcorato da personalismi ed orgoglio.

Maggiori informazioni su http://www.seriousplay.com/

 

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