A luglio sale la disoccupazione giovanile

A luglio il tasso di disoccupazione è sceso complessivamente all’11,4%, in calo di 0,1 punti percentuali da giugno ma al tempo stesso cala il numero degli occupati. Lo comunica l’Istat precisando che, dopo l’aumento registrato a giugno (+1,3%), la stima mensile dei disoccupati a luglio cala dell’1,3% (-39 mila). Il calo interessa sia gli uomini (-1,4%) sia le donne (-,2%) e tutte le classi di età eccetto i 15-24enni (+23 mila) e i 25-34enni (+38 mila). La diminuzione tuttavia è almeno in parte legata all’aumento degli inattivi, cioè persone che rinunciano a cercare un lavoro. Sale però il tasso di disoccupazione giovanile a luglio: il tasso di disoccupazione dei 15-24enni, cioè la quota di giovani disoccupati sul totale di quelli attivi (occupati e disoccupati), è pari al 39,2%, in aumento di 2 punti percentuali rispetto al mese precedente. Lo rende noto l’Istat, precisando che dal calcolo del tasso di disoccupazione sono per definizione esclusi i giovani inattivi, cioè coloro che non sono occupati e non cercano lavoro, nella maggior parte dei casi perché impegnati negli studi.

Icattura dati dimostrano che siamo sempre più in una situazione in cui i soggetti più deboli (in questo caso i giovani) ammortizzano meno gli effetti di un mercato del lavoro che sta ripartendo solo per alcune categorie. Non so bene se in quest’ultimo periodo i dati della disoccupazione giovanile siano migliorati, certo è che è necessario mettere in campo nuove opportunità che possano vedere i giovani tra i soggetti privilegiati. Un giovane che non fa esperienza di lavoro durante gli anni in cui è in grado di esprimere al megliole sue potenzialità innovative e creative è un giovane che diventerà adulto senza una parte fondamentale di esperienza diretta di relazione, di crescita, di mediazione, dell’operare nel mondo attraverso l’opera delle proprie mani…

Credo sia questo uno dei motivi per cui spesso con i giovani è più facile parlare al presente che al futuro, non solo perchè non riescono a trovare una interessante prospettiva del futuro, ma anche perchè le esperienze accumulate negli anni della gioventù non sono abbastanza profonde da poter dare la capacità di agire nel futuro…un po’ come se avessimo imparato a giocare a pallone leggendo le istruzioni sui libri e tutto ad un tratto ci trovassimo a giocare una partita di campionato…

 

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