Gli effetti del referendum sulla Formazione Professionale.

Ho ricercato un po’ di elementi che possano aiutare la scelta del voto per il referendum, occupandomi di formazione professionale ho provato ad approfondire le conseguenze del voto a favore o contrario guardandolo dalla prospettiva della formazione stessa. Quali saranno gli effetti del referendum sulla IeFP, a seconda che prevalga il sì alla riforma o che vinca invece il no? Come sarà complessivamente riconfigurato il sistema della IeFP se il voto popolare confermerà la riforma? Se la riforma non sarà approvata dal popolo ed il quadro costituzionale resterà immutato, quali azioni occorrerà intraprendere per dare alla IeFP un assetto più stabile, effettivo ed omogeneamente diffuso sull’intero territorio nazionale?
Le conseguenze maggiori relativamente alla eventuale trasformazione della Formazione Professionale derivano dalla variazione dell’articolo 117 della Costituzione Italiana in cui si precisano i ruoli di Regioni, Provincie e Comuni (Titolo V).
In particolare l’articolo dove oggi è presente la formazione professionale è il seguante:

Articolo 117
La potestà legislativa è esercitata dallo Stato e dalle Regioni nel rispetto della Costituzione, nonchè dei vincoli derivanti dall’ordinamento comunitario e dagli obblighi internazionali.
Lo Stato ha legislazione esclusiva nelle seguenti materie:
n) norme generali sull’istruzione;

Sono materie di legislazione concorrente quelle relative a: rapporti internazionali e con l’Unione europea delle Regioni; commercio con l’estero; tutela e sicurezza del lavoro; istruzione, salva l’autonomia delle istituzioni scolastiche e con esclusione della istruzione e della formazione professionale; professioni; ricerca scientifica e tecnologica e sostegno all’innovazione per i settori produttivi;

Da questo articolo si evince l’attuale organizzazione nella quale l’Istruzione e Formazione Professionale sono state completamente delegate alla gestione delle Regioni
La proposta referendaria in una delle modifiche del Titolo V propone di variare l’articolo 117 precedentemente citato come segue:

Art. 31. (Modifica dell’articolo 117 della Costituzione)
1. L’articolo 117 della Costituzione è sostituito dal seguente: «Art. 117. — La potestà legislativa è esercitata dallo Stato e dalle Regioni nel rispetto della Costituzione, nonché dei vincoli derivanti dall’ordinamento dell’Unione europea e dagli obblighi internazionali. Lo Stato ha legislazione esclusiva nelle seguenti materie:
….. n) disposizioni generali e comuni sull’istruzione; ordinamento scolastico; istruzione universitaria e programmazione strategica della ricerca scientifica e tecnologica; o) previdenza sociale, ivi compresa la previdenza complementare e integrativa; tutela e sicurezza del lavoro; politiche attive del lavoro; disposizioni generali e comuni sull’istruzione e formazione professionale;….
….
Spetta alle Regioni la potestà legislativa in materia di rappresentanza delle minoranze linguistiche, di pianificazione del territorio regionale e mobilità al suo interno, di dotazione infrastrutturale, di programmazione e organizzazione dei servizi sanitari e sociali, di promozione dello sviluppo economico locale e organizzazione in ambito regionale dei servizi alle imprese e della formazione professionale;

Dal confronto dei due testi risulta evidente che tra le innovazioni della riforma costituzionale (che dovrebbe essere oggetto del referendum e nel caso di vittoria del Sì entrare in vigore dopo il prossimo scioglimento delle Camere) vi è la separazione tra la IeFP (Istruzione e formazione professionale) e la FP (Formazione professionale), e la nuova ripartizione delle rispettive competenze tra lo Stato e le Regioni.
Ciò è il risultato delle seguenti modifiche. Con la riforma sarà abrogata tutta la disciplina relativa alle competenze legislative concorrenti delle Regioni, competenze che dunque scompariranno (venendo dunque meno le relative controversie tra Stato e Regioni sul rispettivo campo di intervento). Conseguentemente, risulterà abrogata la norma che attualmente attribuisce alle Regioni la competenza concorrente sulla “istruzione”, e risulterà abrogata la norma che attualmente riserva alle Regioni in via esclusiva la materia della IeFP, ritagliandola proprio all’interno della “istruzione”.
Al posto dell’attuale competenza esclusiva regionale sulla IeFP (complessivamente intesa), sarà prevista una nuova competenza legislativa esclusiva dello Stato circa le “disposizioni generali e comuni sull’istruzione e formazione professionale”, che verrà inserita affianco alle competenze statali sul lavoro.
Sarà creata una nuova competenza esclusiva delle Regioni sulla “formazione professionale”, che attualmente spetta alle Regioni soltanto in via residuale (cioè in quanto non attribuita allo Stato).
Cosa succederà se vincerà il SI alla riforma costituzionale?
In via preliminare, va ricordato che, in caso di esito positivo del referendum, gli effetti della riforma costituzionale si produrranno non immediatamente, né al momento dell’entrata in vigore della legge costituzionale, cioè in concomitanza con la promulgazione della stessa legge costituzionale da parte del Capo dello Stato. Infatti, secondo quanto previsto nella legge costituzionale medesima (art. 41), la più parte delle innovazioni costituzionali – ivi comprese quelle relative alla IeFP – decorreranno, cioè diventeranno effettivamente cogenti, solo a partire dalla legislatura successiva allo scioglimento di entrambe le Camere attualmente esistenti.
Pertanto, circa la IeFP, se vincerà il sì alla riforma, tutti i livelli di governo (statale, regionale e locale) che sono attualmente coinvolti nella regolazione e nell’amministrazione della IeFP, dovranno confrontarsi con un profondo mutamento dei parametri costituzionali relativi all’attribuzione e all’esercizio delle funzioni pubbliche di ordine legislativo, regolamentare e amministrativo in relazione alla IeFP. Soprattutto, sarà modificato il rapporto tra gli enti del decentramento territoriale (Regioni, Città metropolitane, futuri “enti di area vasta” che sostituiranno le attuali Province, e Comuni) e lo Stato. E, in particolare, si daranno allo Stato i poteri necessari per assicurare in concreto l’attuazione del sistema nazionale di IeFP in tutte le Regioni.
Allo Stato, infatti, saranno attribuiti poteri di indirizzo e di governo unitario della IeFP, cioè i compiti di unificazione e di direzione centrale del sistema nazionale dell’Istruzione e Formazione Professionale, mentre alle Regioni resterà non solo la piena competenza in tema di Formazione Professionale, ma anche la competenza legislativa (e, ai medesimi fini, regolamentare ed amministrativa) di dare specifica e differenziata attuazione al sistema nazionale di IeFP nell’ambito dei singoli sistemi regionali dell’Istruzione e Formazione Professionale, declinando così le indicazioni “generali e comuni” che saranno contenute nelle leggi statali (e nei relativi regolamenti) in modo coerente con le esigenze proprie di ciascuna comunità regionale.

Inoltre, tenuto conto del fatto che la riforma introduce la distinzione tra IeFP e FP, sarà necessario distinguere con esattezza i due ambiti e la relativa distribuzione delle relative competenze amministrative. Per Istruzione e Formazione Professionale (IeFP) potrà intendersi tutto quel complesso di attività propriamente educative che a partire dalla istruzione e formazione iniziale, che concerne l’assolvimento del diritto-dovere all’istruzione e formazione mediante percorsi formativi professionalizzanti, abbracciano l’intera filiera dell’istruzione professionalizzante destinata ai soggetti in età formativa, ivi compresi, dunque, secondo l’attuale ordinamento, gli IFTS e gli ITS, e cioè quei percorsi nei quali si perfeziona l’istruzione professionalizzante.
La Formazione Professionale, invece, coinvolgerà quelle attività rivolte alla formazione ed elevazione professionale dei lavoratori ai sensi dell’art. 35, comma 2, Cost., quelle attività cioè specificamente e direttamente rivolte alla collocazione o ricollocazione di ogni persona nel mondo del lavoro, ovvero all’acquisizione, all’aggiornamento, alla specializzazione o alla riconversione delle relative competenze professionali.
E’ importante inoltre notare che con la riforma, la competenza statale sulla IeFP non viene collocata nella stessa disposizione costituzionale (v. art. 117, comma 2, lett. n, del testo riformato) relativa alle altre competenze statali sull’istruzione in generale e, più in particolare, sull’istruzione scolastica e su quella universitaria. Diversamente, la competenza sulla IeFP è inserita nella lettera o) del secondo comma dell’art. 117, ove si individuano anche le competenze statali sulle materie connesse al lavoro (“la tutela e la sicurezza del lavoro”, e le “politiche attive del lavoro”) e alla previdenza sociale (“previdenza sociale, ivi compresa la previdenza complementare e integrativa”).
Ciò potrebbe fare ritenere che, a seguito della riforma costituzionale, le competenze amministrative statali sulla IeFP dovrebbero fare perno soprattutto sul Ministero del lavoro e della previdenza sociale, e non più sul Ministero dell’istruzione.
Pertanto, più che ad un improprio assorbimento di tutta la IeFP sotto l’ombrello di un dicastero, si potrebbe forse ipotizzare la predisposizione di nuovi ed originali strumenti amministrativi, simili ad esempio alla forma dell’Agenzia nazionale, nel cui ambito potrebbe compartecipare ed interagire il personale proveniente dai due dicasteri allo stesso tempo interessati (oltre che dalle strutture tecniche attualmente dedicate a specifici ambiti di intervento relativi alla IeFP), che manterrebbero la contemporanea funzione di indirizzo e vigilanza, senza peraltro precludere la possibilità del concorso di risorse umane e professionali in rappresentanza delle Regioni.
Se vincerà il NO nella riforma costituzionale?
Non è necessario dilungarsi troppo sulle conseguenze della vittoria del NO nella riforma costituzionale in quanto tutto dovrebbe rimanere inalterato come finora attuato. Si ritiene però necessario evidenziare che se, il referendum determinerà la bocciatura della riforma costituzionale, lasciando quindi invariato l’art. 117 di cui si è parlato sopra, sarà indispensabile agire per promuovere un nuovo e comune atteggiamento – ad ogni livello di governo, sia statale che regionale e locale – a favore della diffusione e dello sviluppo delle buone pratiche della IeFP.
Soprattutto occorrerà sollecitare la rimozione dei tanti ostacoli e freni che incidono gravemente sul corretto determinarsi della istruzione professionalizzante sull’intero territorio nazionale a tutto vantaggio dei giovani, delle famiglie e del mondo del lavoro. A Costituzione inalterata, la piena ed effettiva attuazione del sistema dell’Istruzione e Formazione Professionale richiederà altrettanto impegno e forte condivisione di strumenti ed obiettivi.

Riferimenti:
Osservatorio politiche formative (G.M.Salerno) – Ottobre 2016
https://it.wikiversity.org – La riforma costituzionale del governo Renzi
https://www.senato.it – Parte II – Titolo V Le Regioni, le Provincie, i Comuni – Art.117

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