la piazza WiFi piace a molti…

…ma che bel mondo la politica…

dopo il mio post sulla piazza wi-fi in Circoscrizione2, compare un articolo preso dal mio Blog sulla Stampa del 16/3 in cui vengo citato…entusiasmo a palla! Poi partono i problemi in Circoscrizione: il CSI non puà essere utilizzato per uscire liberamente su Internet, dagli uffici mi dicono che non ci sono più i tempi per deliberare, manca una connessione libera…mi attivo! Sento il Comune di Torino, faccio fare un preventivo per la linea ADSL (è dura parlare con chi crede che per installare il WiFi ci voglia una antenna tipo quella dell’Eremo di Pecetto…) costruisco le basi per la delibera e si va…

E oggi cosa compare sulla Stampa? Cito testualmente: “Si partirà da Torino: una primogenitura perorata dall’assessore regionale alla Cultura Michele Coppola «dato il ruolo della nostra città nelle celebrazioni per Italia 150».”

Domanda: mi piacerebbe chiedere al candidato sindaco cosa sia un protocollo 802.11

Lascio a voi i commenti del caso, ma io mi consolo dietro alla fonte vera delle azioni che vogliono essere di servizio al territorio: “anche sconfitti saranno sempre padroni della loro opera…perchè si sforzano di essere per fare, poiché la loro preoccupazione è che si faccia, con o senza di loro…” (E.Mounier)

anche sconfitti saranno sempre padroni della loro opera

4 commenti

  • andrea stara

    marco lavora e poi coppola si prende il merito mah!!

  • Enrico

    Gentile Marco, capito qua per caso perchè ancora tra gli elettori “indecisi” per le elezioni di domani 15/05.
    Il “caso” in realtà è stato guidato da qualche conoscenza comune, ma non mi dilungo…
    Sono un ingegnere informatico, vivo anche io in Circoscrizione2 e volevo confrontarmi pacatamanete sul tema in questione con una persona che mi pare di capire sia di livello tecnico ben sopra la media e quindi possa capire le mie perplessità.
    Tra la “massa” degli utenti mediamente cyber-navigatori il tema “wi-fi libero” smuove molti favori, a me invece porta a riflettere sostanzialmente su due punti:
    1) mi rendo conto che viviamo già immersi in un oceano elettromagnetico dagli ancora dubbi effetti sulla nostra salute contro il quale nulla si può fare. Mi chiedo però se sia corretto imporre ad un intero quartiere un nuovo fattore di inquinamento simile senza che il singolo possa scegliere se accettarlo o meno. Non è paradossalmente un servizio imposto con la “violenza”? Se voglio prendere il tram vado alla fermata, se il tram attraversa casa mia può essere utile, ma anche fastidioso …
    2) in un momento in cui i protocolli di sicurezza crollano come burro al sole (si veda la rete Sony-Playstation, le falle dei router Telecom-Alice e Fastweb, …), io rilevo che proprio la “massa” che cito sopra non sia per nulla consapevole dei rischi che corre immettendo i propri dati su reti di dubbia sicurezza. Quotidianamente sento discorsi del tipo “ho trovato una rete wifi libera e da lì mi leggo la posta e controllo il conto corrente” , oppure “io il wifi di casa lo lascio libero, tanto di banda ne ho per tutti (anche i tuoi dati sono per tutti?!?)”. Siamo certi che ci sia sufficiente informazione per mettere per lo meno in guardia i fruitori del “wifi libero” dei rischi che corrono?

    Grazie per l’attenzione.
    Enrico

    • admin

      Ciao Enrico,
      le domandi che poni non sono di poco conto, provo a dare qualche risposta…
      1 – Uso la tua metafora per riflettere sul fatto che probabilmente anche il tram ha un suo impatto nonostante qualcuno scelga di non usarlo, da qualche parte l’energia per farlo girare bisogna produrla ed il fatto che il servizio sia comunque disponibile comporta un impatto sull’ambiente circostante, bisogna capire a cosa sono disposto a rinunciare per avere quell’impatto…anche se il tram “consuma” energia vale comunque la pena farlo girare perchè qualcuno può usarlo per andare a lavorare, per incontrare altre persone, ecc. ecc. Il wi fi è comunque un campo magnetico e in questo momento non sono ben chiari gli influssi dei campi magnetici sull’uomo. Il wi fi libero non sarà su tutta la circoscrizione, ma sono nel cortile della cascina giajone. Visto che la potenza di un campo magnetico emesso da una antenna diminuisce in modo molto elevato man mano che ci si allontana dalla fonte (in modo inversamente proporzionale al quadrato della distanza dall’antenna), questo significa che all’inizio di via filadelfia il campo magnetico avrà una potenza simile a quella emessa dalle bobine di un motore elettrico di una lavatrice o di un ventilatore…Insomma il campo magnetico c’è ma i sui valori sono trascurabili rispetto a quelli già presenti.
      2- Rispetto alla sicurezza informatica, penso sia importante informare chi accederà al wi fi libero del fatto che i dati potrebbero essere intercettati, ma anche in questo caso la probabilità è molto simile a quella che si potrebbe avere di vedersi rubare il portafogli in una stazione affollata della metro.

      Insomma in tutte e due le risposte si percepisce che ogni azione che viene fatta (e questo vale spesso in politica) comporta dei rischi, la domanda è: quali rischi sono disposto a sopportare pur di raggiungere un bene maggiore? A mio parere dare la possibilità di accedere ad Internet gratuitamente aumentando la facilità di accedere a dati e informazioni utili per i cittadini vale comunque il rischio di impatti ambientali dovuti a campi magnetici (inferiori comunque a quelli provocati dalla telefonia mobile) o alla possibilità di veder intercettati i propri dati nel momento in cui viene fatta una connessione. L’elemento fondamentale è: aver sempre chiari i pro ed i contro delle nostre azioni e in base a questi scegliere.

      Spero di averti chiarito qualcosa di più e ti auguro una buona giornata, Marco

  • Enrico

    Grazie per la disponibilità innanzitutto.
    Non voglio dilungare la discussione oltremodo, ovviamente il mio spunto non era diretto esclusivamente verso l’iniziativa presso la cascina, ma più in generale verso la propaganda a livello nazionale relativa al tema “wifi libero”, che come giustamente sottolinei ha bisogno di soppesare sia i pro, ma anche i contro, di cui invece poco si parla.
    Cercherò tra gli impegni e interessi vari di dedicare qualche minuto anche a questo blog, pur sentendomi “superiore” alla politica (nel senso che stando “sopra” si vede meglio il panorama piuttosto che stando a sinistra , al centro o a destra…), credo che le iniziative che stanno intorno a noi vadano supportate. o per lo meno osservate, a prescindere dai colori.
    A presto
    Enrico

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