La città è il nostro Bene Comune

“Lasciate che le città , i soggetti più in rete ed interconnessi delle nostre ‘aggregazioni’ politiche, siano definite soprattutto dalla collaborazione e dal pragmatismo, dalla creatività e dalla multicultura, per poter realizzare ciò che gli Stati non possono fare.” (Benjamin Barber, ‘If Mayors Ruled the World’)

Provo a riportare alcune riflessioni tratte dall’articolo  https://citiesintransition.eu/cityreport/the-city-as-the-center-of-our-democracy che ritengo ispiratore e di riferimento proprio in questo periodo di scelta amministrativa per le prossime elezioni.

Le città, i sindaci in particolare, possono essere molto più reattivi al cambiamento veloce nell’ottica di trovare nuove soluzioni. Nella città il cambiamento avviene più rapidamente e oltre ad esserci molti più spazi e stanze nelle quali sperimentare, fallire e imparare gli uni dagli altri. Le città sono i soggetti più adatti alla società interconnessa nella quale viviamo dove i confini nazionali vengono sempre più ignorati.

Dove i governi nazionali rischiano di bloccarsi, le città sono in grado di proporre nuove soluzioni sui problemi in materia di ambiente, di sanità e di povertà . Alcuni esempi virtuosi sono quelli di Amburgo, con un sistema virtuoso di partecipazione attraverso referendum vincolanti e Brainport Eindhoven (http://www.brainport.nl/en/), che ha stabilito con successo un modello di collaborazione tra il Comune , le aziende e l’università . La “rivoluzione metropolitana” può partire da questi esempi i quali mostrano l’emergere di una nuova forma di localismo che ribalta la piramide gerarchica dal governo ai cittadini. Una nuova cultura di collaborazione emerge tra le istituzioni locali di governo , le imprese, le università e i cittadini.

Spostare l’attenzione dalla stato-nazione alla città può significare un aumento della partecipazione democratica e ad un maggiore coinvolgimento dei cittadini. Dando più potere alla città, i processi decisionali si avvicinano ai cittadini. Questa azione potrebbe anche influire positivamente sulla legittimità democratica dei parlamenti nazionali. La co-creazione tra cittadini e governi rende i cittadini parte della democrazia, invece di consumatori dello stato sociale.

Torino ha già fatto molti passi in quest’ottica e la delibera sull’utilizzo dei beni comuni può essere vista in quest’ottica. Il principio pregnante di questo approccio è la sussidiarietà ed oggi proprio nella nostra città che vuole caratterizzarsi come luogo di sperimentazione e innovazione continua, ci sono le condizioni per ragionare a portare avanti un pensiero che riparte dalla città come bene comune.

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