La partecipazione dal basso

Nuove forme di partecipazione che portano le persone ad occuparsi degli spazi pubblici prendendosene cura. La storia del campo di basket di p.zza Arbarello continua a stupirmi e in questo periodo ho avuto modo di rendermi conto delle possibilità che ci sono dietro al principio di sussidiarietà.
Ricordate nei miei post precedenti la nascita del campo da basket, ma dopo quell’evento che risale a settembre 2015 sono ancora successe molte cose. Le panchine e gli spazi erano pieni di tag e di scritte che i giovani facevano nelle loro soste, ma una piazza di quel tipo con tamti giovani e bambini che vanno a giocare a basket non poteva rimanere così sporca e allora? Nasce un gruppo di mamme che con i loro bambini una volta alla settimana vanno a pulire gli spazi e non solo…trovano anche qualche sponsor per farsi prestare una idropulitrice e dei prodotti di pulizia…tutti in modo autonomo. Cosa succede dopo? Gli spacciatori e alcuni giovani che fumano cannabis continuano a stazionare nella piazza allora una associazione di animazione di strada proveniente da una parrocchia un paio di pomeriggi alla settimana va nella piazza per fare attività di animazione coinvolgendo ragazzini e gli stessi giovani fumatori. Ma non basta… i canestri devono essere rimessi a posto perchè a causa della normativa sulla pubblicità i logo dei partner che hanno sponsorizzato l’acquisto devono essere rimossi per evitare di pagare la tassa pubblicitaria, si rimettono in moto le mamme del basket e il gruppo di Clean Up e i canestri vengono completamente riverniciati.
Questo percorso mi fa pensare. Questa secondo me è sussidiarietà questo è un esempio di partecipazione dal basso. Oggi è sempre più importante capire come valorizzare queste esperienze e come metterle in rete, perchè ogni gruppo si orienta e si coagula attorno ad un obiettivo semplice e non sempre è facile ritrovare lo stesso obiettivo in altri territorio, ogni zona ha la sua esigenza ed ogni gruppo risponde a fabbisogni locali. Se queste sono nuove forme di partecipazione “leggere” ma di reale cittadinanza come potremo essere attenti a queste esperienze trasformandole in opportunità di sperimentazione di valori reali? Credo che poche delle persone che si sono attivate sappiano cosa sia il valore della sussidiarietà ma a fronte dell’esperienza recuperare il valore e farlo emergere è sempre più importante per garantirne la replicabilità.
Conosco bene la realtà di p.zza Arbarello ma so che in molti luoghi sono presenti iniziative simili e conosco altre mamma che si stavano attivando per i giardini sotto casa per i loro figli. Come collegare esperienze che nascono in modo completamente casuale e dove meno te le aspetti?

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