Partecipazione e spazio pubblico

Ho avuto modo di leggere e approfondire questa indagine fatta da Repubblica sugli italiani e lo Stato. Dagli approfondimenti sembra aumentare il distacco delle persone dallo Stato e dai partiti, ma dall’altra parte si assiste ad un ritorno della “Politica”. O meglio: della “partecipazione politica”. Attraverso nuovi “media”. Ma anche attraverso le forme più tradizionali. Internet e la piazza, insieme. A rinforzarsi a vicenda.
Sembra che non sia calata l’attenzione ai temi sociali e alle modalità classiche di partecipazione, ma non sono più le forme rappresentative “classiche” ad essere il modo migliore per impegnarsi per la cosa pubblica… i partiti, i sindacati, i comuni, le istituzioni in generale non riescono ad essere più la forma di rappresentanza necessaria per alimentare la democrazia e la partecipazione.

Parlando con la mia personale esperienza solo adesso mi sto rendendo conto di quanto l’impegno all’interno delle istituzioni come consigliere comunale a Torino avesse scarse ricadute sul territorio e sulle persone…o meglio…in realtà ne aveva (fosse anche semplicemente per lo scambio di informazioni) ma lo sforzo necessario per poter ottenere, ad esempio, l’approvazione di una mozione che rimettesse al centro dell’azione comunale i nostri giovani, ha richiesto un tempo (quasi due anni) ed una energia che paragonata a quanto posso fare ora direttamente nelle associazioni, nella parrocchia, nel lavoro porta a risultati concreti estremamente più ampi e concreti. Perchè se da una parte l’approvazione di una mozione con lunghe discussioni e riflessioni per poterla far approvare potrebbe non concretizzarsi in nulla di concreto, dall’altra parte l’avvio di un osservatorio/laboratorio su giovani e lavoro (avviato tramite l’attività di Agorà del Sociale) a ricadute concrete ben più ampie di una mozione…

Un’ultima riflessione penso debba andare al tema della partecipazione attraverso i Social Media ed Internet, come si vede dai grafici salgono le nuove forme di partecipazione attraverso la “discussione politica via Internet”. Nell’ultimo anno appare cresciuta in modo significativo questo tipo di partecipazione. In massima misura quella “im-mediata”, realizzata attraverso la rete e i social-media che sono sicuramente uno strumento di “democrazia della sorveglianza”. Mentre la partecipazione sociale e il volontariato segnano il passo. Probabilmente, fra queste tendenze c’è una relazione: le nuove forme di partecipazione hanno, in parte, surrogato e, talora, rimpiazzato la partecipazione sociale e volontaria.
A noi l’importante compito di recuperare la voglia di partecipazione attraverso strumenti che ci portino a cambiare e migliorare realmente ciò che ci circonda a discapito di sterili discussioni sul web…

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